La luce come materia architettonica

(di Andrea Cacaci) – ottobre 2016

Provate ad andare su Google e digitate: “L’architettura è”. Pur lasciando la frase nella sua sospensione sibillina uno dei primi risultati che il motore di ricerca vi restituisce è la famosa citazione di Le Corbusier che vede la luce come protagonista: “L’architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi assemblati nella luce. I nostri occhi sono fatti per vedere le forme nella luce: le ombre e le luci rivelano le forme (…)”.

E’ una frase tratta dal suo libro “Verso un’architettura” scritto intorno al 1920, pubblicato in Francia nel 1923 e diventato subito libro di culto per gli architetti di molte generazioni a seguire.

Nonostante la chiarezza e la nettezza di questa affermazione le schiere di architetti che negli anni si sono fortemente ispirati alle opere ed ai pensieri del “Maestro” in rari casi hanno usato la luce come vero e proprio materiale da costruzione. Altre sono state le sollecitazioni ed i suggerimenti dominanti, principalmente spaziali, formali e strutturali, tratti dalle sue fatiche.

Eppure, oltre alle sue parole, molte delle sue opere ci testimoniano un uso magistrale della luce, sia artificiale sia naturale, come elemento fondamentale nella costruzione (es.: www.collinenotredameduhaut.com).

Se pochi sono gli architetti che hanno dato seguito a questa lezione, bisogna andare a pescare in altre discipline per vederla applicata al meglio.

Il personaggio che negli ultimi anni ha condotto la più poderosa ricerca che affronta il rapporto tra architettura e luce è l’artista americano James Turrell. Dopo gli studi di psicologia, matematica ed arte, negli anni ’60 partecipa al movimento artistico californiano “Light and space” che vede anche Robert Irwin e Craig Kauffman tra le sue fila (www.artsy.net/gene/light-and-space-movement).

In attesa del completamento del “Roden Crater” (http://rodencrater.com/, il suo Masterwork iniziato nel 1974 con l’acquisizione di un cratere vulcanico trasformato in monumento alla percezione visiva), possiamo andare a visitare la sua ultima opera europea: la ristrutturazione della Cappella funebre nel cimitero Dorotheenstadtischer Friedhof a Berlino (www.nedelykov-moreira.com/de/projekte/kirchen-grabstaette/dorotheenstaedtischer-friedhof).

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Il piccolo edificio, costruito tra il 1927 e il 28, fu poi sottoposto a profonde modifiche nel secondo dopoguerra. L’attuale intervento di Turrell ha portato ad una totale trasfigurazione dell’immagine iniziale. Trattandosi di una cappella funebre la luce viene usata qui in una doppia veste: è materia ma è anche e soprattutto metafora. Dal “Fiat Lux” di biblica memoria fino ai “Blues Brothers” la luce ha rappresentato l’idea stessa della divinità (https://youtu.be/6Y5L4PUXclw).

Anche qui la luce che veste tutto e si fa materia da costruzione,  si tramuta nell’immagine del Dio che si incarna in ogni cosa. Questo concetto è ancora più evidente andando a verificare alcuni degli scenari luminosi creati da Turrell per l’area dell’altare e dell’abside in alcuni momenti specifici: toni del rosso per la Pentecoste, viola per l’Avvento e la Quaresima e bianco per il Natale e la Pasqua.

Tuttavia è per il tramonto che l’artista ha riservato il trattamento più spettacolare (www.flickr.com/photos/43503609@N00/albums/72157674690102145).

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A quell’ora l’interno della navata si illumina di blu e lascia che sia la mutevole luce naturale che penetra all’interno dalle alte vetrate laterali, dai lucernari sul transetto e dal timpano a sintonizzarsi con la variabilità della luce artificiale che illumina l’abside. La materia illuminata e le vetrate sovrappongono l’intensità delle loro luminanze scambiandosi i ruoli, si assottiglia la distinzione tra la luce e le forme che la ricevono. Le tonalità cromatiche sostituiscono le ombre dei volumi e gli spigoli diventano segni. La magia del luogo viene magistralmente costruita annullando la presenza delle sorgenti luminose, è tutto fatto di luce: non serve aggiungerne altra. Unica poetica concessione: due candele sull’altare.

Immagini tratte dai siti:

http://www.berlinerstiftungswoche.eu

http://www.baunetzwissen.de

http://www.lotto-stiftung-berlin.de/index.php/10-james-turrell-in-berlin

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