L’estetica del contrasto

(di Gianluca Sgalippa) – Settembre 2016

L’immaginario contemporaneo risente anch’esso della condizione di liquidità che investe tutti i campi del sapere e del progetto. Tutti i mondi espressivi sono possibili. Ma quelli non vivono in parallelo fra loro, senza interferire. Anzi, lo scenario della liquidità teorizzato da Bauman dà luogo, sul piano operativo, alla pratica della trasversalità, ovvero del confronto e della contaminazione fra sfere mentali, culturali e visive diverse fra loro.

Finito il percorso magnifico e progressivo della Modernità, l’innovazione sta nell’ibrido, nel mix.

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In campo cromatologico, l’interesse per le palette armoniche, di cui Cristina Polli ha discusso nell’articolo precedente, si affianca all’estetica del contrasto, della conflagrazione tra tinte e toni. Nella nostra civiltà, la novità iconografica risiede anche nel dialogo stridente tra colori.

Ma chi sentenzia che questo indirizzo espressivo sia costituito da episodi effettivamente incidentali?

Il senso del contrasto è evidente nella ricerca grafica e pittorica della Modernità. Nel periodo tra le due Guerre, nell’ambito delle avanguardie sovietiche e mitteleuropee, il colore diventa un segno forte, dirompente, dopo aver abbandonato ogni rapporto con la luce. Nei manifesti bolscevichi, i tratti rossi spaccano i fotomontaggi in bianco e nero, mentre Malevič e Mondrian mettono in relazione tinte molto nette e “primarie”.

Scelte gestuali, di frattura verso la tradizione e verso l’occhio. Nel secondo dopoguerra, specie nella grande stagione astratta italiana, la sperimentazione cromatica si estende verso tinte sempre più sofisticate. Tuttavia, nonostante la compresenza numericamente abbondante di colori nella stessa tela, la correlazione tra colori rispecchia una scelta molto più ricorsiva: l’abbinamento tra tonalità neutre e tinte forti.

A quel mondo la creatività contemporanea è sicuramente debitrice, sia ancora in sede pittorica – i quadri di Frank Stella degli anni ’70 sono giocati su contrasti molto arditi – sia nella moda, nel design d’arredo e nella grafica.contenitori-fowler-prod-made

Nei vari ambiti del progetto, il colore ha recuperato un ruolo di alto interesse creativo. Se, in passato, determinate tonalità hanno semplicemente rispecchiato delle mode, oggi l’identità di spazi, oggetti, abiti e rivestimento deriva dalla pratica dell’accostamento dei colori, ovvero dalle loro relazioni visive, che sono potenzialmente infinite.

Non sono solo i singoli cromatismi a interfacciarsi e a creare contrasto, ma diverse famiglie: fluo, acidi, neutri, primari, soft, naturali e tanti tanti altri.

Soprattutto nel mondo dell’architettura e del design il sistema NCS rappresenta uno strumento ad alta razionalità per la selezione e la catalogazione delle cromìe, che partono dalla tonalità piena per dissolversi a ridosso dei grigi. Proprio quest’ultima categoria, che annovera le nuance cosiddette “neutre”, dialoga spesso con le tinte accese, come in una configurazione bipolare.

Oggi vengono messi a mondi cromatici estremamente diversi fra loro non solo per il range cromatico ma anche per le implicanze percettive. Mentre l’armonia è variazione sul tema, il contrasto è reciproca esaltazione, come accade spesso anche nel mondo culinario, dove il conflitto tra i sapori diventa equilibrio.

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