Psicologia del colore e pregiudizio

(di Tiziana Vernola) – giugno 2016

Da sempre conosciamo il potere evocativo dei colori e il loro significato simbolico.
Il rosso è per antichi e moderni il sangue e la vita; Il verde è il colore della vegetazione, della natura, della rinascita primaverile, della forza, equilibrio, il colore di chi vuole crescere ed evolversi.
Questi colori insieme agli altri, come il blu, giallo, arancione, hanno forti implicazioni sul nostro modo di esprimere una idea, condividerla e presentarla agli altri.

I colori sollecitano emozioni e sentimenti, talora vivi e intensi come i colori stessi, attraggono l’attenzione ed esprimono valori, cosa che sa molto bene il movimento di liberazione omosessuale che da anni lotta contro l’omofobia.

Lo psicologo George Weinberg coniò il termine “Omofobia” per spiegare quel fenomeno in base al quale si ha una paura irrazionale e si disprezza una persona di orientamento omosessuale.
In questo caso non si tratta però di semplice paura, ma di un sentimento molto più complesso e negativo che ha tutte le caratteristiche di un pregiudizio; trattasi di una “fobia operante come un pregiudizio”.
L’omofobia consiste in sintesi in “quell’insieme di pensieri, idee, opinioni che provocano emozioni quali ansia, paura, disgusto, disagio, rabbia, ostilità nei confronti delle persone omosessuali”.

La bandiera arcobaleno che rappresenta una reazione consapevole al pregiudizio, è caratterizzata da un gran numero di colori, 6, (chiamata anche bandiera rainbow o bandiera gay) e attualmente è il simbolo più usato e noto del movimento di liberazione omosessuale.

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Assomiglia alla bandiera della pace e si differenzia da essa solamente per l’assenza della scritta PACE.

La bandiera arcobaleno, i cui colori simboleggiano l’orgoglio e i diritti gay, è anche chiamata “bandiera della libertà” (freedom flag), ed è stata usata come simbolo fin dagli anni ottanta.

Fu ideata nel 1978 a San Francisco dall’artista Gilbert Baker, ed aveva in origine otto colori; ciascuno rappresentava un valore, ossia un aspetto caro alla simbologia New age (serenità, spiritualità, natura, vita, sessualità).  Le tinte si sono progressivamente ridotte da sette a sei, perché negli anni è risultato sempre più complicato reperire i colori.

Ecco il significato specifico di ogni colore:

  • rosa – sessualità
  • rosso – vita
  • arancione – salute e guarigione
  • giallo – luce del sole
  • verde – natura
  • turchese – magia
  • blu – serenità
  • viola – spirito o anima

 

Il rosso simboleggia la vita, l’arancione la guarigione e la salute, il giallo è sinonimo di luce del sole, il verde simboleggia la natura, il blu l’armonia e la serenità, mentre il viola è l’anima e lo spirito.

La bandiera bisessuale rivendica poi l’orgoglio di chi è bisessuale.

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Un’ampia striscia color magenta nella parte superiore rimanda all’attrazione verso chi è dello stesso sesso; una grande striscia blu nella parte inferiore rappresenta l’attrazione verso il sesso opposto, infine una piccola striscia color lavanda intenso occupa il quinto centrale, che rappresenta l’attrazione verso entrambi i sessi.

La bandiera dell’orgoglio bisessuale fu inaugurata il 5 dicembre 1998, ideata da Michael Page e si riferisce alla comunità bisessuale.

Tutti questi colori rimandano pertanto alla pace alla armonia; lo scopo è ridurre il pregiudizio verso gli omosessuali e creare aggregazione e associazionismo.

Purtroppo il pregiudizio si radica in modo quasi automatico.
Inteso come la valutazione positiva negativa di un gruppo sociale e dei suoi componenti, è stato talora considerato come il prodotto del ragionamento distorto di alcuni individui disturbati mentre a favorirlo, vi contribuiscono fattori sociali e cognitivi ben più complessi.

Ricerche hanno dimostrato che qualunque gruppo, anche il più semplice, ad esempio “le casalinghe al mercato” che condividano caratteristiche socialmente significative che le fanno assomigliare le une alle altre, può diventare un bersaglio del pregiudizio.  Questo ci fa intendere quanto un pregiudizio si possa radicare con facilità nella nostra mente.

Per ovviare a questo automatismo della mente, l’associazionismo e la sua colorata simbologia, vogliono superare gli stereotipi, informare, motivare, e fare in modo che i giudizi siano consapevoli.
Pertanto sarebbe sensato che le persone rifiutassero consciamente il pregiudizio impegnandosi a ricercare informazioni che correggano i propri giudizi e amplino le proprie vedute.

BIBLIOGRAFIA:
PSICOLOGIA SOCIALE Eliot R. Smith, Mackie, 2002,

AUTORE:
Tiziana Vernola

Mi chiamo Tiziana Vernola e lavoro come Psicologa-Psicoterapeuta a indirizzo neo-ericksoniano. Sono laureata in Psicologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e, iscritta all’Albo degli Psicoterapeuti della Regione Lombardia (numero 9903), socia SIMP (Società italiana medicina Psicosomatica) dopo aver conseguito la formazione quadriennale in Psicoterapia Ipnotica (AMISI) mi sono dedicata alla cura di: disturbi d’ansia, depressione e disturbi psicosomatici Oggi mi interesso inoltre a problematiche legate alla coppia, all’educazione sessuale, all’omosessualità, e a percorsi di crescita personale e sostegno psichico ai Malati di HIV, che, in questo modo, migliorano la loro qualità di vita e godono maggiormente dei benefici delle cure.

CONTATTI:
t.vernola@libero.it
http://ansiaeipnosi.it/

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