La luce solare crea dipendenza?

(di Andrea Cacaci) – novembre 2015

Oggi siamo abituati a vivere immersi nella luce, sia di giorno sia di notte. La luce artificiale è così presente nella nostra vita che abbiamo coniato il termine di “inquinamento luminoso” per indicare la cronica mancanza di buio che ci affligge.

171117951_76a8535b17_oFoto di Mike Knell via Flickr.com 1/11/2015
(https://www.flickr.com/photos/mpk/171117951/in/photolist-g82pv-g83FM-8o8a7)

Tuttavia non è sempre stato così. Facciamo qualche passo indietro nel tempo, dapprima fino al XIX sec. quando, grazie ai gas infiammabili, iniziammo ad illuminare in modo continuo le nostre città. Poi andiamo nel V secolo con l’invenzione della candela e infine giù nella “notte” dei tempi fino alla prima vera rivoluzione attuata dall’uomo: la scoperta del fuoco. Siamo tornati indietro di circa 1,5 milioni di anni, da qui fino agli albori della nostra storia evolutiva l’unica fonte di luce conosciuta era il Sole. 1,5 milioni di anni, è un’entità temporale difficile da misurare: immaginiamo di comprimere tutta l’evoluzione umana in una sola giornata: scocca la mezzanotte e appare il nostro primo progenitore, all’ora della sveglia riusciamo a camminare su due gambe, alle 23 e 58 della sera sappiamo scrivere e nell’ultimo secondo della giornata concentriamo l’invenzione della stampa, del treno, della lampadina, della bomba atomica e dei LED.

El_Greco_-_A_Boy_Blowing_on_an_Ember_to_Light_a_Candle_(Soplón)_-_WGA10422Quadro di El Greco: El soplón (1570)
(https://commons.wikimedia.org/wiki/File:El_Greco_-_A_Boy_Blowing_on_an_Ember_to_Light_a_Candle_%28Sopl%C3%B3n%29_-_WGA10422.jpg)

 

Ecco perché il Sole è così importante nella nostra vita: abbiamo trascorso tutto il nostro periodo evolutivo immersi nella sua luce, questo è il motivo per cui i suoi raggi influenzano così tanto il nostro orologio biologico. Oggi troviamo liberatorio seguire i tempi che ci regala la luce artificiale ma il nostro corpo è plasmato su ritmi diversi: basta una lampada accesa di notte per disturbare il nostro sonno e il “jet lag”, dopo un volo intercontinentale, è uno dei tanti segnali di attenzione che il nostro cervello ci invia.

Negli ultimi anni si è sviluppato un notevole “corpus studiorum” che ci spinge a vedere la luce solare come una “droga”, tali e tanti sono i suoi effetti sul nostro corpo. E’ per questo che il sitoweb “lightingforpeople.eu” sta raccogliendo tutte le più recenti ricerche in materia di illuminazione “umano-centrica”. E’ relativamente recente la scoperta di speciali recettori presenti nell’occhio particolarmente sensibili alle lunghezza d’onda più corte dello spettro visibile presente nella luce del cielo, l’avanzare della giornata senza l’attivazione di questi recettori può crearci problemi d’umore fino a farci arrivare a stati depressivi, oltre a causare un notevole abbassamento della produttività ed anche l’aggravamento di patologie già presenti. Analogamente altri studi hanno verificato che pazienti ricoverati in camere d’ospedale ricche di luce solare hanno decorsi più veloci rispetto ad altri in stanze con luce artificiale di bassa qualità.

Il tema della “qualità” della luce artificiale è un altro argomento topico in molte ricerche scientifiche. Piergiovanni Ceregioli, direttore del centro di ricerche di iGuzzini, suggerisce addirittura di modificare la misura dell’efficienza degli apparecchi di illuminazione da lumen/Watt in “Circadian Lumen”/Watt, considerare cioè come “buona” solo quella luce che riesce ad attivare positivamente i ritmi vitali del nostro corpo.

La mattina noi siamo programmati per svegliarci gradualmente in risposta alla calda luce dell’alba, mano a mano che il sole si alza nel cielo, la luce sempre più ricca di blu del giorno fa crescere il livello della nostra attenzione. Analogamente al tramonto è l’aumento del rosso e dell’arancione nella luce che stimola la produzione di melatonina. Una corretta illuminazione domestica dovrebbe seguire queste semplici regole: l’utilizzo di luce ricca di blu la mattina per un “energizzante” inizio di giornata e una graduale introduzione dei toni caldi nelle luci serali per accompagnarci al sonno.

Il mercato dell’illuminazione ha già iniziato a rispondere a queste richieste presentando apparecchi con sistemi di luce “variabile”. I LED, grazie alla loro flessibilità d’uso e di controllo, sono lo strumento ideale per raggiungere questo obiettivo: la luce giusta al momento giusto.

panaramafollowingthesunxy2Foto di Semyzhenko via Flickr.com 1/11/2015
(https://www.flickr.com/photos/67819576@N00/2053691417)

 

L’articolo è una libera lettura del seguente intervento, poi riproposto anche da un articolo della rivista “Lighting” 06/2015:
Is Light A Drug? 11/19/2014 1:30 pm-2:00 pm | LuxLive, Excel Centre, London

A growing body of research indicates that various types of lighting are surprisingly potent in affecting the human body. So should we start to consider light as a drug? Professor Herbert Plischke of the University of Munich, one of the world’s leading experts in lighting and health, presents his conclusions at LuxLive in London in an exclusive UK presentation.

 

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