L’attesa è finita

(di Federico Picone) – aprile 2014

Il mercato che c’era non c’è più. Il mercato che ci sarà non c’è ancora. Questo è lo stato dell’arte.

L’anno che dovrebbe sancire la ripresa dell’economia, e del settore, stenta a ingranare. Si registrano segnali di risveglio, ma ancora flebili. Quel che è certo, è che la discesa si è arrestata. Una notizia incoraggiante, che contrasta la scarsa fiducia e i conseguenti umori degli ultimi anni.

È il giorno dopo la tempesta: ci si guarda intorno, ancora intontiti, per contare i feriti e quantificare i danni. E intanto si guarda avanti.

Il risultato è una “stasi positiva”: una fase in cui le aziende si riorganizzano e iniziano a riprogrammare, con un tiepido ma sano ottimismo, attività che da tempo erano state accantonate, in attesa di tempi migliori.

attesa

Le fiere e le manifestazioni di settore hanno risentito pesantemente della crisi, tanto che il mercato delle pitture e vernici, da un paio d’anni, non ha potuto contare su eventi di respiro nazionale. Di contro, numerose aziende hanno investito all’estero, con l’obiettivo di conquistare spazio nei mercati emergenti, che promettono, al momento, più garanzie, in termini di stabilità e di rientro immediato dell’investimento. Il mercato italiano rimane, però, uno dei più importanti a livello europeo. Ragione per cui, trascurarlo sarebbe un errore strategico per qualsiasi azienda: tanto più che il mercato estero è attratto dalla riconoscibilità del prodotto italiano. Quindi l’investimento principale in termini di sviluppo e ricerca deve rimanere orientato all’evoluzione del mercato interno.

I mesi a cavallo tra 2014 e 2015 saranno cruciali. Tolto il velo, si scoprirà l’Expo che, pur con tutte le difficoltà e le contraddizioni che ne hanno scandito l’organizzazione, dovrebbe essere la locomotiva in grado di dare un’accelerazione decisiva alla ripresa.

Intanto, sono apprezzabili gli sforzi del nuovo Governo, determinato a rilanciare, anche attraverso l’edilizia, l’economia del paese. I due piani per la casa e per l’edilizia scolastica, e le ingenti risorse promesse, ne sono prova.

Cantieri, in corso e in fieri, dovrebbero assicurare la definitiva scossa per innescare un processo di crescita capace di garantire la ripresa e il riavvio di quegli investimenti, in termini di ricerca e sviluppo, di cui qualsiasi settore industriale ha bisogno, per evolversi e sviluppare il proprio mercato di riferimento.

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