PSICOLOGIA E COLORE (II PARTE) – L’INFLUENZA DEL COLORE

(di Marianna Soddu, con la collaborazione di Martina Vimercati) – giugno 2013

La visione del rosso infatti scatena in noi, a livello psicologico e non cosciente, eccitamento ed energia. Stimola il nostro appetito ed è per questo che molti fast-food utilizzano colori caldi, come anche il giallo e l’arancione, per provocare e tentare. Suscita l’interesse di chi guarda ed è associato all’amore e alla passione, e al tempo stesso al pericolo perché ci ricorda il colore del fuoco, elemento molto forte e dinamico, nonché il colore del sangue: anche dal punto di vista fisico le particelle che compongono la materia aumentano il loro movimento in modo direttamente proporzionale all’aumentare della temperatura. Più caldo, e dunque più rosso, è un messaggio che la materia interpreta come prontezza all’azione, tanto a livello di tensione sessuale quanto a livello di allerta di fronte a un pericolo. Pensiamo anche ad alcuni detti di uso comune: “una passione bruciante”, che sicuramente molti di noi vedrebbero rossa, è un qualcosa di eccitante, caldo, ma al tempo stesso potenzialmente pericoloso, qualcosa che può ferire proprio in virtù della sua potenza e della sua forza generatrice e distruttrice. Eros e Thanathos convivono sotto una stessa immagine, incredibilmente rossa.

L’arancione è un colore caldo e come il giallo ha in sé vitalità e allegria. Prediletto dai bambini in quanto considerato giocoso e non serio. Come il rosso, essendo tra l’altro una combinazione di quest’ultimo e del giallo, influenza la nostra sensazione di appetito, stimolandola. Evoca  gioia e spensieratezza richiamando oltremodo l’esotico.

Giallo. Sole. Inevitabile quest’associazione del colore caldo e luminoso con il Sole. Il giallo è un colore caldo, anch’esso allegro e, come tutti i colori vivaci, richiama maggiormente l’attenzione di chi guarda, rispetto alle tonalità più fredde e chiare. La sua associazione con il nero è molto aggressiva visivamente e attira più che mai l’attenzione dello spettatore.

Foto: Wassily Kandinskij, Several Cicles, 1925

Foto: Wassily Kandinskij, Several Cicles, 1925

Il blu è ispiratore di calma e di pace, affidabilità, serietà ed eleganza. Questo colore dona un senso di sicurezza e tranquillità. Molto spesso, infatti, viene usato come colore delle divise da infermiere e chirurgo negli ospedali, o anche come tinta che padroneggia nelle sale operatorie. Viene associato all’acqua e fa parte dei colori freddi. Ancora una volta è facile l’associazione istintiva fra il blu, l’acqua, e la condizione di calma e pace fusionale tipica della vita intra-uterina. Una sensazione, che seppur dimenticata dalla nostra coscienza, tuttavia permane in noi, è inscritta nella parte più profonda di noi, e determina per tutta la nostra vita, la sensazione di calma e pienezza, pace e quiete alla vista dell’acqua, e dunque spesso del blu.

Il colore della natura, della calma e della speranza è il verde. Viene considerato come un colore rilassante, che suscita pace e armonia. Deriva dal giallo e dal blu e la predominanza di uno dei due evoca associazioni diverse: se prevale il giallo, il risultato è un verde più luminoso, primaverile e allegro; se il blu è in quantità maggiore, invece, il verde risulterà più scuro e cupo.

Il viola è un colore elegante, misterioso, spirituale, sensuale e regale. Molto dipende  dai colori che lo generano: è una mescolanza di blu e rosso, un misto, rispettivamente, di tranquillità e sensualità.  Come precedentemente detto per gli altri colori, la predominanza di una delle due tinte iniziali rimanda ai significati di esse, in maniera più o meno simile.

Il marrone è certamente il colore della terra e delle radici. Per questo motivo trasmette stabilità e sicurezza, nonché protezione. È anche il colore, con tutte le varie sfumature, di molti cibi come il cioccolato, il caffè e il pane. Rimanda, quindi, al senso del gusto e dell’olfatto.

La notte, il potere, l’eleganza… Ma anche il lutto, la tristezza, la rabbia. Il nero. Un colore ambivalente che può trasmettere sicurezza ed eleganza, per quanto riguarda le sensazioni positive, oppure morte e negatività. È consigliabile utilizzare con cautela il nero poiché risulta essere una tinta forte e, se in eccesso, può suscitare pesantezza.

Il bianco è sinonimo di purezza, è  un colore luminoso, che rimanda alla semplicità e all’innocenza. Attira la nostra attenzione in precisi contesti ma può risultare anonimo in altri, come in contesti abitativi dove può prevalere, non più la sua luminosità, bensì la freddezza e l’inospitalità. Richiama, inoltre, l’idea di pulizia e ordine, ecco il perché viene spesso utilizzato per tutto ciò che riguarda l’igiene.

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AutoreMarianna Soddu
Con la collaborazione di: Martina Vimercati

Marianna Soddu, psicologo clinico, esperta in ipnosi clinica. Svolge attività libero-professionale a Milano, e come consulente per la Procura della Repubblica e Tribunale di Milano.

Contatti: marianna.soddu@virgilio.it

 


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2 risposte a PSICOLOGIA E COLORE (II PARTE) – L’INFLUENZA DEL COLORE

  1. […] Clicca qui per leggere l’articolo successivo […]

  2. […] quanto precedentemente detto (Psicologia e colore (I Parte), L’influenza del colore – Psicologia e colore (II Parte),  Analisi dei colori) sia vero, sono le relazioni del colore con l’esperienza e le associazioni soggettive che […]

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