IL DALTONISMO (II PARTE)

(di Guglielmo Giani)

Esistono diversi metodi per stabilire se una persona é affetta da discromatopsia. Spesso ce ne accorgiamo all’elementari durante le ore di disegno. Alcuni bambini confondo quale pastello o matita colorata gli viene prestata oppure nei disegni, alcuni elementi il cui colore é noto, quali: il cielo, le foglie, la corteccia o il sole, vengono rappresentati con tonalità atipiche.

Tavole di Ishihara
Foto 1: Tavole di Ishihara

Il test più famoso é il test di Ishihara. Il test prende il nome dal suo ideatore il dottor Shinobu Ishihara, un professore dell’Università di Tokyo, che pubblico il test nel 1917. Il test consiste in 38 tavole, ognuna contiene un cerchio formato da tanti piccoli punti di colori simili e diversa dimensione. Alcuni di questi punti sono colorati in maniera diversa in modo da poter identificare dei numeri all’interno del cerchio. Il test originale non era in grado di identificare pazienti affetti da alterazioni nei coni S, ma solo nei coni L e M (protanopia e deuteranopia). Il test di Ishihara é ancora oggi il test più usato, per via della facilità e velocità di somministrazione. Esistono in Internet ormai numerosi esempi di riproduzioni delle tavole di Ishihara; è  però importante tenere presente che per un esame approfondito i colori di un monitor non calibrato non possono fare fede. Le tavole originali possono essere acquistate sul sito di Amazon.
Un test, meno conosciuto, che permette una maggiore precisione nell’identificare i difetti nella percezione dei colori è il test di Farnsworth. Il test fu sviluppato dal dottor Farnsworth nel 1943 per la Optical Society of America. Consiste in 100 campioni di uguale luminanza e croma ma di diversa tinta. Il paziente deve ricreare con i campioni dati, sotto una sorgente luminosa calibrata, un cerchio cromatico senza soluzione di continuità. I pazienti affetti da discromatopsia non sono in grado di distinguere i campioni in alcune parti dello spettro e creano un cerchio cromatico discontinuo. L’ordine in cui i campioni vengono posizionati indica quali tipo di anomalia é presente e la gravità. Lo svantaggio del test di Farnsworth sta nel tempo di somministrazione e nel costo dei campioni. E’ stata creata una versione ridotta denominata D-15, che consiste in una selezione di 15 campioni: é considerato un test preliminare per scremare chi non é affetto da alcun difetto nella percezione dei colori. Inoltre esiste sul sito della X-Rite una versione digitale del test.
Lo strumento più preciso nell’identificare una discromatopsia é l’anomaloscopio. Consiste in un apparecchio simile ad un microscopio in cui il paziente osserva un campo luminoso rotondo diviso in due parti. In una parte viene proiettata una luce gialla le cui coordinate tricromatiche sono note, nell’altro semicerchio il paziente deve miscelare luce rossa, verde in modo tale da ottenere un colore identico o il più simile possibile. In caso di anomalie o dicromatopsie il soggetto percepisce i due semicerchi dello stesso colore, nonostante risultino diversi ad un soggetto sano. Maggiore é il numero di toni che risultano uguali ad un soggetto maggiore é la gravità del difetto. L’anomaloscopio ha più un valore scientifico di ricerca che un applicazione clinica. La precisione dei risultati é altissima ma non giustifica il costo dell’apparecchio e i tempi di somministrazione in una normale visita oftalmologica. Il grosso valore dell’anomaloscopio é che ci permette di capire che colori percepiscono le persone affette da discromatopsia.

Protanope
Foto 2: Protanope

Dire che una persona confonde il rosso con il verde, non ci fa capire quale colore in realtà viene percepito al posto del rosso e del verde. L’anomaloscopio ha permesso di costruire dei grafici, basati sul diagramma di cromaticità CIE 1931, chiamati linee di confusione o accademicamente linee di pseudo-isocromaticità. Tutti i colori che cadono su queste linee vengono percepiti come uguali da soggetti dicromati. Le linee sono diverse a seconda che un soggetto sia protanope, deuteranope o tritanope. La tre figure mostrano le linee di confusione per i protanopi, i deuteranopi e tritanopi. Ogni linea corrisponde ad un tinta che il soggetto é in grado di percepire; i colori fra due linee non sono discriminati. Un persona normale é in grado di distinguere circa 150 lunghezze d’onda diverse, mentre un protanope ne distingue 17, un dueteranope 27 ed un tritanope solo 10.
Nonostante la maggior parte delle persone affette da discromatopsia risultano avere forme molto lievi in cui hanno difficoltà solo a distinguere colori molto desaturati, bisogna tenere presente che un’incidenza bassa si traduce in numeri molto grandi su scala europea. Se l’1% della popolazione é dicromate vuol dire che in Europa sette milioni di persone non sono in grado di distinguere il verde dal giallo dal rosso.
Gli architetti e i designer dovrebbero sempre tenere presente quali soggetti usufruiranno del prodotto da loro progettato e valutare se la scelta cromatica effettuata possa in qualche maniera compromettere l’utilizzo dell’oggetto stesso. La segnaletica non normata oppure gli utensili per il fai da te e il giardinaggio sono alcuni degli esempi di oggetti in cui non esiste una norma sui colori da adottare. In questi casi una scelta cromatica errata potrebbe essere una causa di cattive interpretazioni o addirittura incidenti.

Scarica il pdf

Clicca qui per leggere l’articolo precedente

Contatti: rainbow@ncscolour.it

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: