FORESTE, PIGMENTI E DINTORNI II PARTE

(di Alessandro Latocca) – febbraio 2012

Da recenti indagini, sembra che in Italia un terzo degli ecosistemi forestali sia colpito da agenti ‘biotici’ (quali insetti e batteri) e ‘abiotici’ (come i cambiamenti climatici), tali da causare sia la caduta delle foglie che, in parecchi casi, il cambiamento del colore delle stesse. L’origine di ciò sembra essere l’inquinamento ed il riscaldamento. Infatti le precipitazioni atmosferiche inquinate causate dai veicoli a motore,  dai fumi prodotti dalle industrie e dai processi di combustione sono il principale motivo della modifica della natura dei terreni, non più adatti a contribuire al ciclo fotosintetico delle piante.

Il dorato tappeto autunnale delle foglie Gingko biloba

Foto 1: Il dorato tappeto autunnale delle foglie Gingko biloba, Parco Villa Reale, Monza - G.L. Simonini, Giardini Italiani, - Idealibri - Vol.1 – 1991

Tra quelle maggiormente colpite (forse perché più diffuse) nel nostro Paese vi troviamo il faggio, le cui foglie (sempre meno presenti) assumono colori più sbiaditi, a causa anche dell’alta concentrazione di ozono nella bassa atmosfera. Qui occorre fare una precisazione: l’inquinamento da ozono che in presenza di particelle presenti nell’atmosfera, nelle giornate calde, diventa nocivo per tutti gli esseri viventi (vegetali compresi), detto comunemente ‘smog estivo’ non è da confondere con il problema del ‘buco dell’ozono’. Quest’ultimo  in natura si trova in concentrazioni rilevanti negli strati alti dell’atmosfera terrestre (sopra i 15 e fino ai 60 Km. di altezza), dove costituisce una fascia protettiva nei confronti delle radiazioni ultraviolette provocate dal sole. Questa ‘barriera’ protettiva per l’uomo e gli altri organismi viventi posizionata nella ‘stratosfera’ impedisce che i raggi pericolosi per la nostra salute ci raggiungano.

Viceversa, negli strati più bassi dell’atmosfera (al di sotto dei 15 km. di altezza), nella ‘troposfera’, l’ozono dovrebbe essere presente in basse concentrazioni , al contrario di quanto spesso succede per la concomitanza di diversi inquinanti chimici con fattori climatici particolari, quali: periodi tardo primaverili ed estivi, condizioni di alta pressione, elevata temperatura con scarsa ventilazione.

Per tale motivo l’ozono fa parte degli inquinanti che costantemente vengono monitorati e che sono tra le principali cause dello ‘smog fotochimico’, causato  appunto dal manifestarsi di reazioni chimiche in condizioni meteorologiche di stabilità e forte insolazione.

Questo particolare smog si può individuare per il colore che varia dal giallo/arancio al marroncino. Poiché la presenza di elevati livelli di ozono è nociva non solo per piante e animali ma anche per l’uomo, provocando in alcuni casi irritazioni, riduzione della visibilità e delle funzioni respiratorie, ed è anche in grado di provocare il deterioramento di diversi materiali per il forte potere ossidante, è stata oggetto di una regolamentazione, che in Italia si è esplicata con il D.Lgs.155/2010 in recepimento della Direttiva 2008/50/CE: definendo soglie (di informazione e allarme)  e obiettivi (a lungo termine e a livelli fissati di valore).

Cipresso delle paludi, originario delle acque fangose del Mississippi

Foto 2: Cipresso delle paludi, originario delle acque fangose del Mississippi - G.L. Simonini, Giardini Italiani, - Idealibri - Vol.1 - 1991

Risulta ora difficile capire il motivo per il quale di fronte alle problematiche ambientali, ai rischi della deforestazione ed agli effetti dell’inquinamento, la maggioranza dell’opinione pubblica non si schieri dalla parte di coloro che credono in un mondo che possa progredire facendo ricorso ad ‘energie pulite’, per quanto possibile, rispettando e monitorando l’ambiente e gli ecosistemi naturali che ci circondano; allo stesso modo desta stupore constatare che di fronte a disastri di grande risonanza sul fronte nucleare, improvvisamente si hanno inversioni di pensiero di massa. Penso che sia buona cosa non solo sapersi informare al momento opportuno, ma soprattutto essere in grado di non dimenticare quello che potrebbe succedere.

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Autore: Alessandro Latocca
Architetto, si occupa di progettazione con particolare riguardo alle tematiche ambientali e di efficienza energetica, di prevenzione incendi e sicurezza sui cantieri sia per privati che per società ed enti religiosi (strutture ricreative, sportive, scolastiche, etc.).
Contatti: a.latocca@gmail.com


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