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	<title>RAINBOW</title>
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		<title>FORESTE, PIGMENTI E DINTORNI II PARTE</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ncsitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colore: energia e ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Alessandro Latocca) – febbraio 2012 Da recenti indagini, sembra che in Italia un terzo degli ecosistemi forestali sia colpito da agenti ‘biotici’ (quali insetti e batteri) e ‘abiotici’ (come i cambiamenti climatici), tali da causare sia la caduta delle foglie che, in parecchi casi, il cambiamento del colore delle stesse. L’origine di ciò sembra [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=565&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="color:#93bb32;">(di Alessandro Latocca) – febbraio 2012</span><br />
</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Da recenti indagini, sembra che in Italia un terzo degli ecosistemi forestali sia colpito da agenti ‘biotici’ (quali insetti e batteri) e ‘abiotici’ (come i cambiamenti climatici), tali da causare sia la caduta delle foglie che, in parecchi casi, il cambiamento del colore delle stesse. L’origine di ciò sembra essere l’inquinamento ed il riscaldamento. Infatti le precipitazioni atmosferiche inquinate causate dai veicoli a motore,  dai fumi prodotti dalle industrie e dai processi di combustione sono il principale motivo della modifica della natura dei terreni, non più adatti a contribuire al ciclo fotosintetico delle piante.</p>
<div id="attachment_567" class="wp-caption alignright" style="width: 233px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2012/02/foto_3.jpg"><img class=" wp-image-567" title="Il dorato tappeto autunnale delle foglie Gingko biloba" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2012/02/foto_3.jpg?w=223&#038;h=258" alt="Il dorato tappeto autunnale delle foglie Gingko biloba" width="223" height="258" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1: Il dorato tappeto autunnale delle foglie Gingko biloba, Parco Villa Reale, Monza - G.L. Simonini, Giardini Italiani, - Idealibri - Vol.1 – 1991</p></div>
<p style="text-align:justify;">Tra quelle maggiormente colpite (forse perché più diffuse) nel nostro Paese vi troviamo il faggio, le cui foglie (sempre meno presenti) assumono colori più sbiaditi, a causa anche dell’alta concentrazione di ozono nella bassa atmosfera. Qui occorre fare una precisazione: l’inquinamento da ozono che in presenza di particelle presenti nell’atmosfera, nelle giornate calde, diventa nocivo per tutti gli esseri viventi (vegetali compresi), detto comunemente ‘smog estivo’ non è da confondere con il problema del ‘buco dell’ozono’. Quest’ultimo  in natura si trova in concentrazioni rilevanti negli strati alti dell’atmosfera terrestre (sopra i 15 e fino ai 60 Km. di altezza), dove costituisce una fascia protettiva nei confronti delle radiazioni ultraviolette provocate dal sole. Questa ‘barriera’ protettiva per l’uomo e gli altri organismi viventi posizionata nella ‘stratosfera’ impedisce che i raggi pericolosi per la nostra salute ci raggiungano.</p>
<p style="text-align:justify;">Viceversa, negli strati più bassi dell’atmosfera (al di sotto dei 15 km. di altezza), nella ‘troposfera’, l’ozono dovrebbe essere presente in basse concentrazioni , al contrario di quanto spesso succede per la concomitanza di diversi inquinanti chimici con fattori climatici particolari, quali: periodi tardo primaverili ed estivi, condizioni di alta pressione, elevata temperatura con scarsa ventilazione.</p>
<p>Per tale motivo l’ozono fa parte degli inquinanti che costantemente vengono monitorati e che sono tra le principali cause dello ‘smog fotochimico’, causato  appunto dal manifestarsi di reazioni chimiche in condizioni meteorologiche di stabilità e forte insolazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo particolare smog si può individuare per il colore che varia dal giallo/arancio al marroncino. Poiché la presenza di elevati livelli di ozono è nociva non solo per piante e animali ma anche per l’uomo, provocando in alcuni casi irritazioni, riduzione della visibilità e delle funzioni respiratorie, ed è anche in grado di provocare il deterioramento di diversi materiali per il forte potere ossidante, è stata oggetto di una regolamentazione, che in Italia si è esplicata con il D.Lgs.155/2010 in recepimento della Direttiva 2008/50/CE: definendo soglie (di informazione e allarme)  e obiettivi (a lungo termine e a livelli fissati di valore).</p>
<div id="attachment_566" class="wp-caption alignleft" style="width: 246px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2012/02/foto_4.jpg"><img class=" wp-image-566" title="Cipresso delle paludi, originario delle acque fangose del Mississippi" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2012/02/foto_4.jpg?w=236&#038;h=223" alt="Cipresso delle paludi, originario delle acque fangose del Mississippi" width="236" height="223" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2: Cipresso delle paludi, originario delle acque fangose del Mississippi - G.L. Simonini, Giardini Italiani, - Idealibri - Vol.1 - 1991</p></div>
<p style="text-align:justify;">Risulta ora difficile capire il motivo per il quale di fronte alle problematiche ambientali, ai rischi della deforestazione ed agli effetti dell’inquinamento, la maggioranza dell’opinione pubblica non si schieri dalla parte di coloro che credono in un mondo che possa progredire facendo ricorso ad ‘energie pulite’, per quanto possibile, rispettando e monitorando l’ambiente e gli ecosistemi naturali che ci circondano; allo stesso modo desta stupore constatare che di fronte a disastri di grande risonanza sul fronte nucleare, improvvisamente si hanno inversioni di pensiero di massa. Penso che sia buona cosa non solo sapersi informare al momento opportuno, ma soprattutto essere in grado di non dimenticare quello che potrebbe succedere.</p>
<p><span style="color:#93bb32;"><a href="http://www.ncscolour.it/pdf/Foreste-pigmenti-e-dintorni-%28II%20Parte%29.pdf" target="_blank"><span style="color:#93bb32;"><strong>Scarica il pdf</strong></span></a><a href="http://www.ncscolour.it/pdf/Foreste-pigmenti-e-dintorni-%28I-Parte%29.pdf"><span style="color:#93bb32;"><strong><br />
</strong></span></a></span></p>
<p><span style="color:#93bb32;"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/2011/11/17/foreste-pigmenti-e-dintorni-i-parte/" target="_blank"><span style="color:#93bb32;"><strong>Clicca qui per leggere l’articolo precedente</strong></span></a><em></em><em><br />
</em></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#93bb32;"><em><strong>Autore: <span style="color:#000000;">Alessandro Latocca</span></strong></em></span><br />
Architetto, si occupa di progettazione con particolare riguardo alle tematiche ambientali e di efficienza energetica, di prevenzione incendi e sicurezza sui cantieri sia per privati che per società ed enti religiosi (strutture ricreative, sportive, scolastiche, etc.).<br />
<strong><span style="color:#93bb32;">Contatti: <span style="color:#000000;"><a href="mailto:a.latocca@gmail.com"><span style="color:#000000;">a.latocca@gmail.com</span></a></span></span></strong></p>
<p><span style="color:#93bb32;"><em><strong><br />
</strong></em></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/565/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=565&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>SUL COLORE DEI TESSUTI</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 14:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ncsitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colore e scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Guglielmo Giani) – Novembre 2011 Un’ intervista a Michel Eugène Chevreul Michel Eugène Chevreul é nato ad Angers nel 1786 in una famiglia dove padre, nonno e prozio erano chirurghi. Si è trasferito all’età di diciassette anni a Parigi, dove ha iniziato a collaborare con il chimico Nicolas Louis Vauquelin, del quale poi é [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=552&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><em><span style="color:#882f70;">(di Guglielmo Giani) – Novembre 20</span><span style="color:#882f70;">11</span></em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Un’ intervista a Michel Eugène Chevreul</em></p>
<div id="attachment_557" class="wp-caption alignright" style="width: 203px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2012/01/b.jpg"><img class=" wp-image-557 " title="Chevreul all'età di 100 anni. Foto di F. Nadar" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2012/01/b.jpg?w=193&#038;h=240" alt="Chevreul all'età di 100 anni. Foto di F. Nadar" width="193" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1: Chevreul all&#039;età di 100 anni. Foto di F. Nadar.</p></div>
<p style="text-align:justify;">Michel Eugène Chevreul é nato ad Angers nel 1786 in una famiglia dove padre, nonno e prozio erano chirurghi. Si è trasferito all’età di diciassette anni a Parigi, dove ha iniziato a collaborare con il chimico Nicolas Louis Vauquelin, del quale poi é diventato assistente al Museo Nazionale di Storia Naturale. Dieci anni dopo, nel 1813, anno della svolta, viene chiamato a dirigere il reparto tinture delle famose Manifatture dei Gobelins, già fornitore ufficiale di Luigi XIV.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>G.G.: Monsieur Chevreul, cosa ha provato quando é stato chiamato a lavorare presso <em>Les Gobelins</em>?<br />
</strong><br />
M.C.: Quando sono stato chiamato a sovrintendere il reparto tinture della manifatture reali [Gobelins n.d.r.] sapevo che l’incarico mi avrebbe imposto l’obbligo di porre nuove basi alle teorie della tintura dei tessuti e che conseguentemente avrei dovuto affrontare un percorso di ricerca meticoloso. Le difficoltà che avevo previsto erano ampliate dalla mole di dubbi e quesiti che la direzione dello stabilimento si aspettava che risolvessi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>G.G.: Che tipo di quesiti?</strong><br />
M.C.: Le Manifatture dei Gobelins avevano ricevuto diverse lamentele sulla qualità dei colori preparati nei nostri laboratori. In particolare le lamentele riguardavano la durata degli azzurri, violetti, grigi e marroni, e il vigore dei neri utilizzati per realizzare le ombre negli arazzi blu e violetti.<br />
Se da una prima ricerca di base ho dovuto confermare la scarsa durata di certi pigmenti utilizzati, dall’altra parte devo dire che le lamentele relative al vigore dei neri non avevano fondamento. Dopo essermi procurato dei campioni di lana nera dalle migliori manifatture del paese ho constatato che il prodotto Gobelins era similare se non superiore.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>G.G.: E quindi qual era la causa di queste lamentele?</strong><br />
M.C.: I clienti non erano soddisfatti per via dei colori giustapposti al nero, e ciò era dovuto ad un contrasto di colori. Capì che il ruolo che coprivo mi imponeva di ricercare una teoria che descrivesse i rapporti cromatici fra colori adiacenti; sia dal punto di vista scientifico che tecnico.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>G.G.: Tra l’altro in quel periodo lei stava già ricercando in altri campi.</strong><br />
M.C.: Esattamente. Per dieci anni mi sono dedicato allo studio del contrasto simultaneo del colori, cercando di coniugare questa ricerca con altre due che avevo intrapreso prima di lavorare presso <em>Les Gobelins</em>: una sui grassi di origine animale e l’altra sull’analisi organica.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>G.G.: Come si é conclusa la ricerca?</strong><br />
M.C.: Il 7 aprile 1828 ho tenuto una conferenza sul <em>Contrasto Simultaneo dei Colori</em> dove ho presentato i miei risultati. Risultati che poi sono stati ampiamente estesi e raccolti nel testo <em>I principi della armonia e del contrasto dei colori</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>G.G.: Ci parli della sua ricerca sul contrasto simultaneo </strong><br />
M.C.: E’ necessario prima spiegare alcuni di princìpi ottici che stanno alla base dell’effetto. La luce è composta da un indeterminato numero di raggi di diversi colori, e siccome é impossibile distinguerli singolarmente e non differiscono sostanzialmente uno dall’altro, li dobbiamo dividere in gruppi: rossi, arancioni, gialli, verdi, blu, indaco e violetti. Questo non ci deve far cadere in errore: all’interno dei rossi abbiamo infitte sfumature di rosso, dal cremisi allo scarlatto.<br />
Quando la luce é riflessa da una superficie bianca, la proporzione dei differenti raggi colorati non viene modificata e quindi i nostri occhi percepiscono la superficie come bianca. Al contrario se la luce cade su di un corpo che assorbe completamente, come fosse una cavità oscura, quel corpo apparirà nero ai nostri occhi. Di tutte le sostanze nere che conosciamo, nessuna é in grado di assorbire la totalità della luce; è per questo motivo che riusciamo ad osservare la superficie degli oggetti neri.<br />
Il fenomeno diventa interessante quando la luce illumina un oggetto colorato. In questo caso noi percepiremo l’oggetto colorato perché una parte dei raggi colorati viene riflessa, mentre la restante parte viene assorbita dalla superficie. Per farvi un esempio, un oggetto verde riflette principalmente i raggi verdi della luce bianca ed assorbe principalmente  i raggi rossi, arancioni, gialli e blu/violetti. Se potessimo sommare la quantità totale di luce assorbita con la quantità totale di luce riflessa o terremmo nuovamente una luce bianca.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>G.G.: Il processo di sintesi additiva?</strong><br />
M.C.: Esattamente! La luce riflessa e la luce assorbita sono definite luci complementari o colori complementari, quando sommate danno il bianco.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>G.G.: E questo ci porta al contrasto simultaneo dei colori…</strong><br />
M.C.: Se osserviamo simultaneamente due strisce dello stesso colore ma differente tono o due strisce dello stesso ma differente colore, i nostri occhi percepiranno nel primo caso un’alterazione nella intensità dei colori e nel secondo caso un’alterazione nel composizione spettrale dei colori. Dato che questo effetto ci fa percepire i colori diversi da come sono nella realtà lo ho denominato <em>contrasto simultaneo dei colori</em>: <em>contrasto di tono</em> quando viene modificata l’intensità e <em>contrasto di colore</em> quando viene alterato il colore percepito. Abbiamo realizzato diversi esperimento utilizando sia cartoncini grigi di diversa intensità per studiare il <em>contrasto di tono</em> sia carte colorate per studiare il <em>contrasto di colore</em>. Nello studiare il <em>contrasto di colore</em> era necessario cercare di annullare il più possibile il <em>contrasto di tono</em> utilizzando colori diversi della stessa intensità e tono.</p>
<div id="attachment_558" class="wp-caption alignleft" style="width: 217px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2012/01/a.jpg"><img class=" wp-image-558 " title="Il cerchio cromatico di Chevreul" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2012/01/a.jpg?w=207&#038;h=197" alt="Il cerchio cromatico di Chevreul" width="207" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2: Il cerchio cromatico di Chevreul</p></div>
<p style="text-align:justify;"><strong>G.G.: Quanti esperimenti diversi ha effettuato?</strong><br />
M.C.: Innumerevoli, e in diverse condizioni di illuminazione. Li abbiamo però riuniti in quattro gruppi: 17 esperimenti sul <em>contrasto di colore</em> con 17 coppie di colori diversi, 8 esperimenti sul contrasto fra bianco e colori, 7 esperimenti sul contrasto fra nero e colori e 7 esperimenti sul contrasto fra grigio e colori. Attraverso questi esperimenti sono riuscito a dimostrare che i colori primari sono il rosso, il giallo e il blu e che gli altri colori sono colori composti. Ponendo i colori primari in opposizione ai rispettivi colori complementari ho realizzato un cerchio cromatico, con 3 primari, 9 secondari, per un totale di 72 colori diversi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>G.G.: Nelle sue ricerche ha affrontato anche il contrasto consecutivo?</strong><br />
M.C.: Sì. Nel mio libro cito altri illustri ricercatori quali Buffon e il suo studio sui colori accidentali; Scherffer, il quale ha spiegato i processi fisiologici determinanti il contrasto simultaneo; M.Prieur de la Cote-d’Or e soprattutto il conte Rumford, la cui ricerca é molto simile alla mia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>G.G.: Può brevemente introdurci i temi della seconda parte del suo libro?</strong><br />
M.C.: Certamente. Nella seconda parte, come da richiesta della direzione Gobelins, mi sono occupato della applicazione pratica del contrasto simultaneo. Abbiamo analizzato l’interazione dei colori in diversi contesti: il contesto artistico, architettonico, la stampa su tessuto e carte. Contrasti su piccole superfici, il chiaro scuro, e contrasti su grandi superfici, quali le chiese i teatri e persino l’orticoltura.<br />
L’opera di Michel Eugène Chevreul é di monumentale interesse per tutti gli studiosi di colore e storia dell’arte. L’opera ebbe un enorme richiamo e fu subito adottata dagli esponenti del neo-impressionismo e del cubismo orfico. Nel XX secolo gli studi sul colore hanno approfondito molti temi oscuri all’epoca di Chevreul, permettendo di addentrarci nel funzionamento dell’occhio e del cervello. Nonostante ciò gli argomenti trattati nell’opera sono tutt’ora validi e propedeutici alla comprensione delle più classiche teorie del colore. L’opera é consultabile gratuitamente in lingua originale attraverso Google Books.</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Sul colore dei tessuti" href="http://www.ncscolour.it/pdf/Sul-colore-dei-tessuti.pdf" target="_blank"><span style="color:#882f70;"><strong>Scarica il pdf</strong></span></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per contattare l</strong><strong>‟</strong><strong>autore dell</strong><strong>‟</strong><strong>articolo scrivere a:<br />
<span style="color:#000000;"><a href="mailto:rainbow@ncscolour.it"><span style="color:#000000;">rainbow@ncscolour.it</span></a></span></strong></p>
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			<media:title type="html">Il cerchio cromatico di Chevreul</media:title>
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		<title>MADE EXPO 2010</title>
		<link>http://rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/2011/12/14/made-expo-2010/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 11:49:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ncsitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Elios Moschella) – Gennaio 2010 La terza edizione di MADE Expo, che si svolgerà dal 3 al 6 febbraio 2010 presso la Fiera Milano Rho, è l’unico appuntamento in Europa dedicato alla complessità del settore edilizio. Una manifestazione internazionale con al centro l’architettura, il progetto, la tecnica delle costruzioni, l’arredo urbano, il colore. Innovazione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=532&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#9c7f3d;"><em><strong>(di Elios Moschella) – Gennaio 2010</strong></em></span></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/immagine_1.jpg"><img class="alignright  wp-image-537" style="margin-left:4px;" title="MADE Expo 2010" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/immagine_1.jpg?w=278&#038;h=307" alt="MADE Expo 2010" width="278" height="307" /></a>La terza edizione di <strong>MADE Expo</strong>, che si svolgerà dal 3 al 6 febbraio 2010 presso la Fiera Milano Rho, è l’unico appuntamento in Europa dedicato alla complessità del settore edilizio.<br />
Una manifestazione internazionale con al centro l’architettura, il progetto, la tecnica delle costruzioni, l’arredo urbano, il colore.<br />
Innovazione e sviluppo tecnologico, attenzione al mondo del progetto, costante e rafforzata vicinanza alle aziende e alla loro necessità di sviluppare occasioni di business: sono gli elementi centrali di MADE Expo.<br />
Numerose aree espositive che intensificheranno l’incontro tra il mondo della produzione, quello degli utilizzatori, dei progettisti e della ricerca. I settori in cui saranno suddivisi queste aree saranno: <strong>Area delle Strutture, dei Sistemi Costruttivi e dei Materiali</strong>, <strong>Area dell&#8217;Involucro Edilizio</strong>, <strong>Area dell&#8217;Architettura e delle Finiture d&#8217;Interni, Area dell&#8217;Impiantistica e delle Energie Rinnovabili, Area del Progetto e dei Servizi per la Filiera delle Costruzioni, Area delle Tecnologie Informatiche per il Progetto e la Costruzione, Area delle Attrezzature, delle Tecnologie e delle Soluzioni per il Cantiere, Area dell&#8217;Impiantistica Sportiva, della Piscina, del Fitness e dell&#8217;Arredo Urbano </strong><br />
Momento centrale dell’edizione 2010 di MADE Expo è il <strong>Forum della Tecnica delle Costruzioni</strong>, che vede protagonisti la Tecnica delle Costruzioni e l’Ingegneria Strutturale; il Forum si pone come un importante spazio dedicato alla tecnica delle costruzioni, ponendo la massima attenzione all’innovazione e alle recenti normative tecniche.<br />
Due interessanti novità di quest’edizione sono dedicate alla città e al tessuto urbano:<br />
<strong>Civitas</strong>, progetto ideato da Uncsaal, è una città virtuale al servizio dell’involucro edilizio, per dare visibilità alle più innovative soluzioni tecnologiche dell’industria italiana del comparto edilizio. Una città concettuale, grandi vie tematiche con prodotti e progetti inseriti in quinte teatrali, con al centro l’agorà, una piazza multimediale e interattiva con un sistema integrato di realtà virtuale.<br />
<strong>Borghi e Centri Storici </strong>un progetto, realizzato in collaborazione con la società Borghi Srl, per la riqualificazione e la valorizzazione degli oltre 5000 borghi e dei centri storici italiani attraverso le elevate competenze tecniche e conoscitive della filiera in materia di restauro, progettazione, bioarchitettura e nuove fonti di energia. Un connubio fra l’innovazione del modulo espositivo, la testimonianza e la valorizzazione della storia e dei valori del patrimonio urbanistico italiano. Un’occasione di aprire nuove possibilità di intervento per le aziende.<br />
MADE Expo 2010 offrirà appuntamenti che già hanno suscitato notevole interesse durante le precedenti edizioni: <strong>Europolis </strong>il salone dedicato ai comparti piscina, impiantistica sportiva, fitness e arredo urbano. <strong>Instant House </strong>il concorso rivolto a studenti e a neolaureati delle facoltà di Architettura, Ingegneria e Industrial Design italiane e straniere, promosso da FederlegnoArredo srl in collaborazione con il Politecnico di Milano (tema di quest’edizione è “<strong>Temporary housing_SOUNDSCAPES”, </strong>l’ambiente e il paesaggio sonoro nelle città contemporanee). <strong>Laboratorio di Architettura </strong>a cura della rivista OF ARCH. che quest’anno sviluppa il tema “Cultura del progetto e impresa: un laboratorio di confronto tra mondo accademico e imprese costruttrici”.<br />
<a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/immagine_21.jpg"><img class="alignleft  wp-image-536" style="margin-right:4px;" title="MADE Expo 2010" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/immagine_21.jpg?w=213&#038;h=128" alt="MADE Expo 2010" width="213" height="128" /></a>Infine, ma non ultimo, l’edizione del 2010, conferma l’appuntamento <strong>Decor&amp;Color Show </strong>il <strong>salone del colore, delle finiture per esterni e della decorazione per interni. </strong><br />
Oltre 200 mila visitatori nella precedente edizione, <strong>Decor&amp;Color Show </strong>si è ormai consolidato come grande contenitore di creatività e innovazione tecnologica nel mondo del colore. L’inserimento di quest’iniziativa all’interno di MADE Expo riconferma, se ve ne fosse ancora bisogno, l’attualità e la centralità del colore nel mondo dell’abitare. Non solo moda, quindi, ma la capacità del mondo del colore di produrre vernici con nuovi effetti materici, tattili e prestazionali adatti a nuove applicazioni negli spazi collettivi e nelle singole abitazioni.<br />
<strong>Decor&amp;Color Show </strong>sarà anche protagonista nella sfida richiesta dalle nuove esigenze ambientali e di risparmio energetico: rivestimenti a cappotto, cicli di finiture per esterno ad alto contenuto tecnologico, pitture fotocatalitiche e a base di nano particelle.<br />
<strong>Decor&amp;Color Show </strong>quindi rappresenterà l’occasione di aggiornamento e innovazione su prodotti e soluzioni (pitture, smalti, finiture decorative, software e sistemi tintometrici, pennelli, ecc.) capaci di dotare i professionisti e gli operatori del settore di strumenti adatti ad affrontare qualsiasi lavoro sia di manutenzione, sia di restauro o di nuova edilizia.<br />
L’occasione, insomma, di verificare in concreto le potenzialità di questo vasto mondo che non è più possibile relegare al “semplice” aspetto decorativo. Non più un semplice “surplus” ma una nuova esigenza della qualità dell’abitare.</p>
<p><a title="MADE Expo 2010" href="http://www.ncscolour.it/pdf_download/Rainbow_Made_Expo_2010.pdf" target="_blank"><span style="color:#9c7f3d;"><span style="color:#9c7f3d;"><strong>Scarica il pdf</strong></span></span></a></p>
<p><span style="color:#9c7f3d;"><strong>Per contattare l</strong><strong>’autore dell</strong><strong>’articolo scrivere a:</strong><strong><br />
<strong><a href="mailto:rainbow@ncscolour.it"><span style="color:#9c7f3d;">rainbow@ncscolour.it</span></a></strong></strong></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/532/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=532&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>UN ANNO DI RAINBOW</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 11:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ncsitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Elios Moschella) – Settembre 2010 Un anno fa nasceva Rainbow con un preciso desiderio: creare uno spazio d’approfondimento e discussione con il fine prioritario di “migliorare la propria qualità della vita anche attraverso l’uso dei colori”. Persino la scelta del nome era dovuta all’esigenza di percorrere questo cammino attraverso l’apporto di differenti prospettive, proprio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=524&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#9c7f3d;"><em><strong>(di Elios Moschella) – Settembre 2010</strong></em></span></p>
<p style="text-align:justify;">Un anno fa nasceva Rainbow con un preciso desiderio: creare uno spazio d’approfondimento e discussione con il fine prioritario di “migliorare la propria qualità della vita anche attraverso l’uso dei colori”. Persino la scelta del nome era dovuta all’esigenza di percorrere questo cammino attraverso l’apporto di differenti prospettive, proprio come la molteplicità dei colori dell’arcobaleno.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi ci sembra necessario aggiustare un po’ “la rotta”. Non abbiamo mai posto nessun limite ( se non la lunghezza del testo) proprio perché volevamo evidenziare tutti i molteplici pareri non operando mai azioni di editing. Aggiustare la rotta ha solo uno specifico desiderio: creare un’armonia fra le diverse aree. Oltre a prevedere un piccolo restyling della testata, il desiderio è quello di concretizzare maggiormente la discussione senza, ovviamente, far decadere l’apporto teorico di aree come: Colore e scienza o Psicologia e Colore. Come? Lo sforzo che richiediamo a tutti (professionisti, architetti, applicatori, produttori) è di “suggerire” una sorta di schedario per un futuro <strong>Manuale pratico del colore</strong>.</p>
<div id="attachment_528" class="wp-caption alignright" style="width: 292px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/foto-2.jpg"><img class=" wp-image-528" title="Negozio Pupa di Ever Zanzuri" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/foto-2.jpg?w=282&#038;h=215" alt="Negozio Pupa di Ever Zanzuri" width="282" height="215" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1: Milano Via San Gregorio 28 - Negozio Pupa di Ever Zanzuri</p></div>
<p style="text-align:justify;">Allora le domande da porsi potrebbero essere: quale è la miglior finitura del muro da dipingere (rasatura a gesso, intonaco a civile…), quali luci servono per ottenere un miglior risultato, come fare per mantenere un colore omogeneo e vivo, quali prodotti usare, quali sono le componenti di una vernice che garantiscono una durabilità. Molteplici sono le domande a cui si deve dare una risposta: non si può pretendere che le persone rimangano all’oscuro, poco inclini o quasi impaurite nell’utilizzo del colore. Non ci dedicheremo solo all’aspetto meramente “pratico” ma lanceremo una serie di iniziative aperte al pubblico (concorsi, convegni, ecc&#8230;) con il preciso scopo di far per-cepire (e cioè afferrare con i sensi) il tema del colore.</p>
<p style="text-align:justify;">Il paragone di questo processo potrebbe essere quello compiuto dagli ecologisti in anni di lavoro: sensibilizzare le persone e il mondo sul tema del rispetto dell’ambiente anche attraverso campagne provocatorie o iniziative concrete (come ad esempio la pulizia delle spiagge). Tutti sanno che questo tipo di processi non sono mai brevi: innescare cambiamenti culturali su argomenti come quello del colore richiede tenacia, pazienza e ovviamente tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">Bisogna partire, iniziare magari correggendo la rotta in corso d’opera (come stiamo facendo oggi) con la consapevolezza che la direzione e il desiderio sono quelli che inizialmente abbiamo espresso: <strong>migliorare la qualità della vita</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Basta solo sollevare lo sguardo e accorgersi che consapevolmente o no, le persone nel frattempo si muovono: ecco allora che accade di trovarsi di fronte a un palazzo dipinto o capita di vedere serrande di negozi decorate (foto in alto).</p>
<p style="text-align:justify;">Certo magari a qualcuno ciò non potrà piacere o lo giudicherà eccessivamente vistoso o “poco elegante”, ma è un inizio, un buon riavvio o meglio, come disse l’indimenticabile Massimo Troisi: “perché ricominciare da zero quando posso partire da tre”.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#9c7f3d;"><a title="Un anno di Rainbow" href="http://www.ncscolour.it/pdf/Un%20anno%20di%20Rainbow.pdf" target="_blank"><span style="color:#9c7f3d;"><strong>Scarica il pdf</strong></span></a></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#9c7f3d;"><strong>Per contattare l</strong><strong>’autore dell</strong><strong>’articolo scrivere a:</strong><strong><br />
<strong><a href="mailto:rainbow@ncscolour.it"><span style="color:#9c7f3d;">rainbow@ncscolour.it</span></a></strong></strong></span></p>
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			<media:title type="html">Negozio Pupa di Ever Zanzuri</media:title>
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		<title>RUBRICA RAINBOW 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 11:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ncsitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Elios Moschella) – Gennaio 2011 Nei precedenti articoli avevamo già accennato a un restyling della  rubrica Rainbow. Precisamente avevamo pensato ad un aggiustamento della rotta verso una precisa direzione: sensibilizzare e concretizzare come il colore possa modificare in meglio la qualità della nostra vita. Tutto ciò, naturalmente, non dovrà avvenire a scapito della molteplicità [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=517&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#9c7f3d;"><em><strong>(di Elios Moschella) – Gennaio 2011</strong></em></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong></strong></em>Nei precedenti articoli avevamo già accennato a un restyling della  rubrica Rainbow.</p>
<p style="text-align:justify;">Precisamente avevamo pensato ad un aggiustamento della rotta verso una precisa direzione: sensibilizzare e concretizzare come il colore possa modificare in meglio la qualità della nostra vita.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutto ciò, naturalmente, non dovrà avvenire a scapito della molteplicità di opinioni (alcune a volte contrastanti) espresse dai singoli autori nell’anno precedente; crediamo infatti che la differenza non sia un ostacolo, bensì un incentivo. Come ci ricorda Henry Matisse “<em>Io non dipingo le cose ma la differenza fra le cose</em>”. D’altronde affrontando il tema del colore non potevamo affrontare le multiformi e varie tematiche in “monocromia”; sarebbe stato un paradosso!</p>
<p style="text-align:justify;">Pensiamo quindi che la scelta degli ambiti curatida un unico coordinatore (cfr tabella seguente), il nuovo logo (che simbolicamente richiama il movimento) e la capacità del colore di dare all’ambiente contemporaneamente sia momenti di relax e stasi, sia di progressione e di evoluzione, siano elementi che apporteranno alla rubrica ulteriori benefici e riconoscibilità. Siamo ben consci che il “restyling” grafico da solo non possiede poteri “magici”, ma è ormai noto che la comunicazione è attraversata da processi di collegamenti visivi, di ridondanza di immagini e segni.</p>
<p><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/immagine.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-520" title="Categorie Rubrica" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/immagine.jpg?w=450&#038;h=223" alt="Categorie Rubrica" width="450" height="223" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Il desiderio, non tanto recondito, è quello di stimolare i lettori di questa rubrica non solo a una riflessione sui vari aspetti che, di volta in volta, saranno trattati, ma di avviare un dibattito e che sia possibile ascoltare i protagonisti, gli operatori, coloro insomma, che concretamente utilizzano il colore. Non dobbiamo limitarci ai cosiddetti “addetti ai lavori”: è necessario comprendere e ascoltare i committenti, siano essi aziende o singoli privati. Nessuno nega la difficoltà che l’attuale momento di crisi ha evidenziato: in fondo per molti il colore è un “surplus”, un lusso. Ma il termine crisi deriva da una parola greca che sostanzialmente richiama alla decisione, alla capacità di superare un ostacolo. Da una crisi è possibile uscire in diverse maniere: crediamo che una soluzione sia quella di “approfittare” di questo momento per migliorare la vita delle persone agendo anche attraverso il “semplice” utilizzo di un colore.</p>
<p style="text-align:justify;">Agire quindi costruire.</p>
<p style="text-align:justify;">All’interno di uno stupendo libro di Paul Watzlawick è riportata una citazione di Heinz Von Foerster che val la pena di riproporre per la sua attualità e per l’assonanza con gli obiettivi di questa rubrica: “<em>Se vuoi vedere impara ad agire</em>”.</p>
<p><a title="Rubrica Rainbow 2011" href="http://www.ncscolour.it/pdf/Rainbow_gennaio_2011.pdf" target="_blank"><span style="color:#9c7f3d;"><span style="color:#9c7f3d;"><strong>Scarica il pdf</strong></span></span></a></p>
<p><span style="color:#9c7f3d;"><strong>Per contattare l</strong><strong>’autore dell</strong><strong>’articolo scrivere a:</strong><strong><br />
<strong><a href="mailto:rainbow@ncscolour.it"><span style="color:#9c7f3d;">rainbow@ncscolour.it</span></a></strong></strong></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/517/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=517&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>DUE ANNI DI RAINBOW</title>
		<link>http://rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/2011/12/14/due-anni-di/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 10:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ncsitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Elios Moschella) – Settembre 2011   Ciò che va indebolito Deve all’inizio essere rafforzato Ciò che va rovesciato Deve all’inizio essere drizzato Colui che vuol prendere Deve cominciare a dare”  - Lao Tzu, Tao Te Ching - Due anni di Rainbow. Una piccola frazione di tempo nel percorso di comunicazione che questa rubrica ha [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=503&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#9c7f3d;"><em><strong>(di Elios Moschella) – Settembre 2011</strong></em></span></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em>Ciò che va indebolito</em></p>
<p><em>Deve all’inizio essere rafforzato</em></p>
<p><em>Ciò che va rovesciato</em></p>
<p><em>Deve all’inizio essere drizzato</em></p>
<p><em>Colui che vuol prendere</em></p>
<p><em>Deve cominciare a dare”</em></p>
<p><em> - </em>Lao Tzu, <em>Tao Te Ching -</em></p>
<div id="attachment_505" class="wp-caption alignright" style="width: 267px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/polyphony2.jpg"><img class=" wp-image-505" title="Paul Klee  - Ad Parnassum" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/polyphony2.jpg?w=257&#038;h=203" alt="Paul Klee - Ad Parnassum" width="257" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1: Paul Klee - Ad Parnassum (1932), Kunstmuseum (Berna)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Due anni di Rainbow. Una piccola frazione di tempo nel percorso di comunicazione che questa rubrica ha intrapreso: trasformare la qualità della nostra vita, dell’abitare attraverso (e non solo) l’uso del colore.<br />
Trasformare, ma come? Sigmund Freud amava dire che : “ Non è tanto facile suonare lo strumento della mente” ( Sigmund Freud, <em>Aforismi e pensieri</em>). Suonare lo strumento della mente perché è  questo quello a cui ci riferiamo quando si è deciso di intraprendere una trasformazione culturale come quella che, con modestia, abbiamo deciso. Dobbiamo “forzare” la mente, una cultura dell’abitare che non sempre è incline all’utilizzo, ad esempio, del colore nelle tinteggiature delle pareti o dei serramenti..? E come? Come “creare una realtà realizzabile”?<br />
Credo che, innanzi tutto, sia necessario comunicare con un linguaggio adatto ed accettabile in base alla concettualizzazione che la persona, a cui ci rapportiamo, fa del proprio mondo. Allora ciò che è necessario, sempre più, è la comprensione (<em>l’afferrare con i sensi</em>) del linguaggio e delle esigenze dei nostri committenti/fruitori. Imparare ad usare il linguaggio del committente non vuol dire per nulla “compiacerlo” e, quindi rimanere passivi di fronte a frasi tipiche quali: “voglio le pareti bianche perché così mi costa meno e posso abbinare oggetti di diversi colori”.</p>
<div id="attachment_504" class="wp-caption alignleft" style="width: 273px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/red_ballon.jpg"><img class=" wp-image-504" title="Paul Klee  - Palloncino rosso" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/red_ballon.jpg?w=263&#038;h=271" alt="Paul Klee  - Palloncino rosso" width="263" height="271" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2: Paul Klee - Palloncino rosso (1922) Guggenheim Museum, New York</p></div>
<p style="text-align:justify;">Significa, invece, comprendere la realtà della persona e poi, ci si perdoni il termine, impartire “suggestioni” nella loro stessa lingua. <em>“ Se puoi vedere, impara ad agire</em>” affermava Heinz Von Foerster. Ecco allora che gli addetti ai lavori (soprattutto i progettisti) dovrebbero iniziare a usare nuove forme di comunicazione, quelle che il filosofo britannico John L. Austin in una famosa conferenza ad Harvard (1955) definì &lt;enunciazioni performative&gt; : ” Il termine performativo può essere usato in una vasta gamma di modi e costruzioni affini, altrettanto come il termine imperativo. Il termine deriva, naturalmente da <em>perform</em>, il verbo che accompagna usualmente il sostantivo <em>action</em>: esso indica che l’emissione di una parola è essa stessa l’effettuazione di un’azione, e non, come normalmente si ritiene, il semplice dire qualcosa” ( J.L. Austin, <em>How to do things with words</em>, Harvard University Press, Cambridge; trad. it.  <em>Come fare cose con le parole</em>, Marietti , Genova 1987)</p>
<p style="text-align:justify;">Come già affermavamo l’anno scorso è giunto il momento di “agire”, di concretizzare, anche attraverso provocazioni, se necessarie, questo nostro percorso. Gli strumenti sono tanti cominciamo ad utilizzarli.</p>
<p><em><strong></strong></em><a title="Due anni di Rainbow" href="http://www.ncscolour.it/pdf/Due-anni-di%20-Rainbow.pdf" target="_blank"><span style="color:#9c7f3d;"><span style="color:#9c7f3d;"><strong>Scarica il pdf</strong></span></span></a></p>
<p><span style="color:#9c7f3d;"><strong>Per contattare l</strong><strong>’autore dell</strong><strong>’articolo scrivere a:</strong><strong><br />
<strong><a href="mailto:rainbow@ncscolour.it"><span style="color:#9c7f3d;">rainbow@ncscolour.it</span></a></strong></strong></span></p>
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			<media:title type="html">ncsitalia</media:title>
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			<media:title type="html">Paul Klee  - Ad Parnassum</media:title>
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			<media:title type="html">Paul Klee  - Palloncino rosso</media:title>
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		<title>INQUADRATURE A COLORI</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 15:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ncsitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colore e media]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Elisabetta Bisson) – giugno 2010 “Il pittore ha una tela bianca da riempire come vuole, noi invece dobbiamo togliere, fino a far rimanere nell’inquadratura solo quello che vogliamo” Carlo di Palma. Carlo Di Palma diceva il vero, ma parlava di cinema e di grandissimo cinema. Direttore della fotografia, ha lavorato, tra gli altri, con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=483&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff860b;"><strong><em>(di Elisabetta Bisson) – giugno 2010</em></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>“Il pittore ha una tela bianca da riempire come vuole, noi invece dobbiamo togliere, fino a far rimanere nell’inquadratura solo quello che vogliamo” <strong>Carlo di Palma</strong></em>.</p>
<div id="attachment_484" class="wp-caption alignright" style="width: 245px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/vangogh.jpg"><img class="size-medium wp-image-484" title="V. Van Gogh, “Il caffè di notte”" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/vangogh.jpg?w=235&#038;h=300" alt="V. Van Gogh, “Il caffè di notte”" width="235" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1: V. Van Gogh, “Il caffè di notte” (Esterno di caffè in Piazza del foro ad Arles la sera) , 1888, olio su tela 81×65,5 cm, Otterlo, Rijksmuseum Kröller-Müller</p></div>
<p style="text-align:justify;">Carlo Di Palma diceva il vero, ma parlava di cinema e di grandissimo cinema. Direttore della fotografia, ha lavorato, tra gli altri, con Luchino Visconti, Gilo Pontecorvo, Woody Allen.<br />
Nel buio della sala, sul grande schermo, il fotogramma di un film ha lo spazio e l’importanza di una fotografia appesa in una galleria d’arte.<br />
Ma se parliamo di televisione, e di televisione a colori, il discorso cambia.<br />
Nella “nostra scatola”, che solo da poco ha raggiunto dimensioni rilevanti anche se mai grandi quanto lo schermo del cinema, il linguaggio dell’immagine è necessariamente diverso.<br />
Prima o dopo cena, tra una faccenda domestica e l’altra, la televisione deve parlare a molti, in uno spazio ridotto e con diversi messaggi.<br />
Non è un caso che agli esordi, invece, quando per i più era un miracolo e un lusso impensabile, la televisione, se pur in bianco e nero, utilizzava ancora il linguaggio del cinema, con raffinati chiaroscuri, immagini a contrasto, coreografie studiate per dar massimo risalto alla gamma che va dal nero al bianco, tutte le sfumature possibili dei grigi. E si prendeva tempo, sia nello scorrere dei programmi che nella programmazione settimanale.<br />
Ma già nel 1965 più del 50% degli italiani possedeva un televisore, e la magia si era trasformata in abitudine e l’abitudine può trasformarsi in noia se non si trovano sempre idee nuove con cui “romperla”.<br />
Così, quando nel 1978 anche in Italia arriva la televisione a colori, il mezzo è già un “media” che parla e agisce come tale. I colori della tv fine anni 70 e inizio anni 80 sono gli stessi della moda: molti, eccessivi, sfavillanti, psichedelici.<br />
E via così, di moda in moda, la televisione, come i nostri abiti e le nostre case, cambia colore con i gusti del momento.<br />
Non bisogna dimenticare, nelle scelte operate in televisione, che, ancora oggi, molti colori sono esclusi per la loro natura esoterica: il <strong>viola</strong>, ad esempio, pur essendo di gran moda nell’abbigliamento, in televisione è ancora tabù. Un tabù che risale al Medioevo, perché durante la Quaresima, quando i sacerdoti indossavano una stola di colore viola, gli spettacoli erano vietati e gli artisti erano costretti all’inattività e quindi anche alla fame.</p>
<div id="attachment_486" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/picasso1.jpg"><img class=" wp-image-486" title="Pablo Picasso, “Jacqueline coi fiori”" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/picasso1.jpg?w=240&#038;h=284" alt="Pablo Picasso, “Jacqueline coi fiori”" width="240" height="284" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2: Pablo Picasso, “Jacqueline coi fiori”, 1954, olio su tela, Mougins, Collezione Jacqueline Picasso</p></div>
<p style="text-align:justify;">Il colore più usuale è invece il <strong>blu</strong>, nelle sue differenti gradazioni: provate a guardare sul web le immagini dei programmi televisivi più famosi e ve ne renderete conto. Il blu è un colore che simula pace e sicurezza. In una stanza blu il cuore umano batte meno velocemente.<br />
Per parafrasare Vincent Van Gogh, “non c’è blu senza il giallo e senza l’arancione”. Ecco allora che spesso gli elementi di contrasto in uno studio nel quale le luci o la scena sono blu spesso si rifanno alla gamma dei gialli.<br />
Il <strong>giallo </strong>si usa in porzioni ridotte, è il colore più difficile da mettere a fuoco, è energetico, ma nello stesso tempo stimola diffidenze arcaiche. Infatti il colore ha contribuito alla nostra sopravvivenza durante l’evoluzione, mettendoci in guardia contro i pericoli: ancora oggi una creatura nera e gialla che avanza verso di noi ci mette in allerta, nonostante il simpatico cartone de “L’ape Maia”!<br />
“Quando non ho più blu, metto del rosso” diceva Pablo Picasso.<br />
Il <strong>rosso </strong>è entrato in televisione prepotentemente solo negli ultimi anni grazie alle nuove telecamere, in generale ad una tecnologia rinnovata che “regge” bene anche luci o scene di colore rosso acceso senza quell’effetto di “sfrigolio” che invece si aveva con i vecchi apparecchi e le telecamere a tubo. E’ infatti uno dei colori dello spettro percepibile dall&#8217;occhio umano che ha la frequenza minore e, conseguentemente, la lunghezza d&#8217;onda più lunga di tutti gli altri colori visibili.<br />
Inoltre i rossi ed i verdi sono i più difficili da riprodurre e, poiché i toni della pelle sono una combinazione di entrambi, è abbastanza difficile ottenere il giusto equilibrio.<br />
Oggi le telecamere applicano un filtro artificiale per assicurarsi che le informazioni di colore che stanno trasmettendo siano limitate per coincidere con la gamma che gli schermi dei riceventi possano riprodurre.<br />
Parlando di filtri, vorrei chiudere introducendo l’effetto luce e colore che hanno alcuni tra i filtri applicabili alle telecamere.<br />
Quando è necessario correggere una minima dominante oppure si vuole esaltare un tramonto o un paesaggio innevato, si possono utilizzare rispettivamente un <strong>filtro ambra chiaro </strong>o un filtro <strong>blu chiaro</strong>.</p>
<div id="attachment_485" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/bagdad.jpg"><img class="size-full wp-image-485" title="Bagdad Cafè" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/bagdad.jpg?w=450" alt="Bagdad Cafè"   /></a><p class="wp-caption-text">Foto 3: locandina del film “Bagdad Cafè”, Regia di Percy Adlon, 1987, Germania</p></div>
<p style="text-align:justify;">Il <strong>polarizzatore </strong>è spesso usato per ottenere in ripresa una saturazione &#8220;naturale&#8221; dei colori, anziché forzare dopo in post produzione. In realtà è un effetto dovuto all&#8217;eliminazione della luce riflessa. Le foglie di un albero saranno più verdi perché il polarizzatore elimina la componente bianca dovuta alla riflessione, sarà possibile restituire la trasparenza ad un corso d&#8217;acqua illuminato dal sole, che altrimenti apparirebbe bianco o molto chiaro e il cielo verrà reso più terso e saturo bloccando la luce riflessa del vapore acqueo presente nell’aria.<br />
I filtri “degradè”, infine, permettono di esaltare una sola zona dell’inquadratura, per esempio un cielo da rendere più azzurro o più rosso.<br />
Esempio di un utilizzo dei colori, delle luci e dei filtri come vocaboli di un linguaggio per immagini è il film <strong>Bagdad Cafè, di Percy Adlon</strong>, dove l’uso prolungato dei filtri colorati, tanto da rendere artificiali molte inquadrature, ci ricorda che il film è una favola. Guardatelo, non ve ne pentirete.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff860b;"><strong><a title="Inquadrature a colori" href="http://www.ncscolour.it/pdf/Inquadrature%20a%20colori.pdf" target="_blank"><span style="color:#ff860b;"><em>Scarica il pdf</em></span></a></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff860b;"><strong><em>Per contattare l’autore dell’articolo scrivere a: </em></strong></span><br />
<span style="color:#ff860b;"> <strong> rainbow@ncscolour.it</strong></span></p>
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			<media:title type="html">V. Van Gogh, “Il caffè di notte”</media:title>
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		<title>COLORE 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 10:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ncsitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colore e mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Federico Picone) &#8211; maggio 2011 In questi anni di crisi si è detto più volte che probabilmente una delle conseguenze positive sarebbe stata una sorta di “pulizia” del mercato e una selezione spontanea che avrebbe permesso alla qualità di prevalere sulla quantità e avrebbe finalmente dato qualche spazio a nuove idee e iniziative, pur [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=452&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#eb2a14;"><strong><em>(di Federico Picone) &#8211; maggio 2011</em></strong></span></p>
<div id="attachment_458" class="wp-caption alignright" style="width: 296px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/3.jpg"><img class=" wp-image-458  " title="Ingresso interno Colore 2011" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/3.jpg?w=286&#038;h=199" alt="Ingresso interno Colore 2011" width="286" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1: Ingresso della fiera</p></div>
<p style="text-align:justify;">In questi anni di crisi si è detto più volte che probabilmente una delle conseguenze positive sarebbe stata una sorta di “pulizia” del mercato e una selezione spontanea che avrebbe permesso alla qualità di prevalere sulla quantità e avrebbe finalmente dato qualche spazio a nuove idee e iniziative, pur sempre estremamente livellate verso l’alto.<br />
Tra i tanti settori in crisi quello fieristico è un ambito delicato da sempre che negli ultimi anni soffre particolarmente per il proliferare di manifestazioni di ogni genere e livello e per i costi sempre più ingenti che gravano sulle aziende espositrici e specialmente per un dichiarato cambio di destinazione d’uso di tali manifestazioni, tradizionalmente legate strettamente al business; negli ultimi anni le fiere più grosse, che hanno fatto la storia di determinati settori, si sono trasformate più in necessità di esserci per motivi di immagine e di posizionamento che per puro business, snaturando un po’ la loro identità e deviando leggermente dagli obiettivi soliti della piccola e media impresa, zoccolo duro della nostra economia.<br />
Un leggero senso di tradimento si è quindi iniziato a percepire sul mercato e da anni ci si interroga sulla necessità di essere presente e quanto in effetti sia poi il ritorno tangibile, misurabile di un investimento ormai diventato importante nei budget di tali aziende.<br />
A fianco a questo momento di impasse, come accennavamo prima, è iniziato un movimento di idee che hanno cercato di rispondere alle esigenze del mercato attuale e di riequilibrare anche il mondo delle manifestazioni fieristiche. Manifestazioni più mirate, verticali, riproporzionate sia nelle dimensioni, che nei costi, hanno iniziato a proporsi sul territorio e a solleticare i palati di settori che, seppur in un clima di diffidenza iniziale comprensibile, sentono la necessità di tale cambiamento di rotta.<br />
Anche nel settore che ci interessa è accaduto qualcosa di simile.<br />
Il 2011 infatti, si è aperto con una importante ed eclatante novità in merito: Piacenza Expo ha ospitato “Colore”, la prima fiera italiana dedicata esclusivamente alla filiera del colore, finiture, decorativi, sistemi e accessori dedicati.</p>
<div id="attachment_456" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/1.jpg"><img class=" wp-image-456" title="Ingresso esterno Colore 2011" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/1.jpg?w=300&#038;h=181" alt="Ingresso esterno Colore 2011" width="300" height="181" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2: Ingresso della fiera (Esterno)</p></div>
<p style="text-align:justify;">L’idea nasce da una prima semplice constatazione: la fiera del colore a cui ci riferiamo col suo indotto rappresenta un mercato di circa 3 miliardi di euro. E’ quindi un mercato di grande rilevanza nel panorama nazionale e, nonostante ciò, non ha un suo momento rappresentativo, una fiera in cui identificarsi ed affermarsi riuscendo a soddisfare tutte le esigenze dei suoi utenti. Il colore ha avuto sempre un suo spazio all’interno della principale fiera per l’edilizia in Italia, l’ex Saie2 di Bologna e oggi Made Expo di Milano; quindi è stato sempre rappresentato ma al tempo stesso è sempre stato una costola di un mondo vastissimo come quello dell’edilizia con evidenti pregi e difetti della cosa.</p>
<div id="attachment_459" class="wp-caption alignright" style="width: 269px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/14.jpg"><img class=" wp-image-459" title="Convegno durante la fiera" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/14.jpg?w=259&#038;h=182" alt="Convegno durante la fiera" width="259" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 3: un convegno durante la fiera</p></div>
<p style="text-align:justify;">Inoltre, riallacciandoci alle considerazioni iniziali, la fiera dell’edilizia negli ultimi anni, con lo spostamento a Milano ha anche cambiato profondamente la sua <em>mission</em> virando decisamente verso il mondo del progetto, dell’immagine e dell’internazionalità (MADE è acronimo di Milano Architettura Design Edilizia). Nobile intento e interessante prospettiva per tanti settori ma certo mossa non troppo gradita al nostro settore di riferimento, essendo la filiera del colore, un mercato strettamente legato al nostro territorio e strettamente connesso con i suoi operatori locali, a tutti i livelli.<br />
Vi sono aziende di dimensioni considerevoli che da anni hanno iniziato a guardare all’estero e al mondo del progetto, ma nel numero totale delle aziende di produzione e della filiera, sono una percentuale molto bassa e comunque sono aziende che mantengono una importantissima fetta di fatturato nel mercato italiano e che la ottengono grazie all’ottimo funzionamento e alla gestione della nota filiera produttore – distributore &#8211; applicatore.<br />
Va da sé che un ambito ricco e importante come quello del colore mancava di un appuntamento dedicato, personalizzato, assolutamente verticale che potesse dare le risposte giuste a chi vive e opera solo ed esclusivamente in questo settore.<br />
“Colore” è stata una sfida, partita con mille dubbi e perplessità ma con grande determinazione data la solidità dell’idea di base. Tale determinazione ha in effetti, portato ad una prima edizione che ha riscosso un deciso successo, andando anche oltre le aspettative sia degli organizzatori che degli espositori che dei visitatori.<br />
Il mercato delle pitture&amp;vernici ha delle esigenze particolari e assolutamente “personali” e ha trovato in “Colore” un interlocutore flessibile con cui partecipare alla creazione di un appuntamento su misura. Un esempio su tutti, la necessità e la richiesta, da anni inascoltata, di un appuntamento biennale. L’annualità per questo mercato non è giustificata e comporta investimenti in termini di denaro e di idee che non si confanno a tale mercato. “Colore” ha visto la sua nascita e affermazione a Marzo 2011 (con oltre 10.000 visitatori), vedrà la sua edizione di consolidamento a Marzo 2012, per poi darsi l’appuntamento due anni dopo, nel 2014, dando vita quindi a quella biennalità necessaria per soddisfare le esigenze degli operatori di settore.</p>
<div id="attachment_457" class="wp-caption alignleft" style="width: 211px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/colore-2011.jpg"><img class="size-full wp-image-457" title="Logo Fiera Colore 2011" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/colore-2011.jpg?w=450" alt="Logo Fiera Colore 2011"   /></a><p class="wp-caption-text">Foto 4: logo Fiera Colore 2011</p></div>
<p style="text-align:justify;">“Colore 2011” ha dato segnali interessanti, presentando un mercato tutt’altro che sopito, tutt’altro che spaventato dalla crisi, piuttosto carico di iniziative e novità e con un ottimismo importante che nonostante le difficoltà oggettive in termini, ad esempio, di aumento di costi delle materie prime che causano disagi non indifferenti ai produttori, vuole crescere e affermare la sua importanza.<br />
L’edizione del 2012 mirerà a consolidare la manifestazione ampliandola e aumentando i <em>plus </em>derivanti da un evento così verticale; concentrandosi quindi sulla sempre maggiore efficacia dell’incontro fra aziende e operatori, ampliandosi anche al mondo degli architetti e tenendo sempre in grande considerazione, come già fatto nella prima edizione con un programma importante, la parte convegnistica che garantisce aggiornamenti importanti e scambi culturali fondamentali per l’evoluzione del mercato.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#eb2a14;"><a href="http://www.coloreitalia.it/"><span style="color:#eb2a14;"><strong>www.coloreitalia.it</strong></span></a>  </span><em></em></p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Colore 2011" href="http://www.ncscolour.it/pdf/Colore-2011.pdf" target="_blank"><span style="color:#eb2a14;"><span style="color:#eb2a14;"><strong>Scarica il pdf</strong></span></span></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#eb2a14;"><strong>Per contattare l</strong><strong>’</strong><strong>autore dell</strong><strong>’</strong><strong>articolo scrivere a:<br />
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			<media:title type="html">Ingresso interno Colore 2011</media:title>
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			<media:title type="html">Ingresso esterno Colore 2011</media:title>
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			<media:title type="html">Convegno durante la fiera</media:title>
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			<media:title type="html">Logo Fiera Colore 2011</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>COLORE E MERCATO</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 10:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ncsitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colore e mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Federico Picone) &#8211; marzo 2010 Il primo passo necessario per analizzare il mercato del colore è uno sguardo ampio, rivolto a tutti i protagonisti che lo compongono. L’Italia è un paese dalle mille sfaccettature, culturali e geografiche, spesso radicato a modelli di impresa che si sono sviluppati in base alle esigenze del periodo storico [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=417&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#eb2a14;"><strong><em>(di Federico Picone) &#8211; marzo 2010</em></strong></span></p>
<div style="text-align:justify;">
<p>Il primo passo necessario per analizzare il mercato del colore è uno sguardo ampio, rivolto a tutti i protagonisti che lo compongono.<br />
L’Italia è un paese dalle mille sfaccettature, culturali e geografiche, spesso radicato a modelli di impresa che si sono sviluppati in base alle esigenze del periodo storico e del territorio di riferimento. Il mercato delle pitture è oggi uno specchio di questa realtà: enormemente sfaccettato, frammentato, vasto ed eterogeneo.<br />
Il nostro obiettivo però non è tanto mettere ordine in questo ampio settore, quanto osservare le principali figure che sono in esso coinvolte.</p>
<p><strong>PRODUTTORI </strong><br />
<a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/colori_naturali_spring_color_cov_vernice_ecologica_spring_color_pittura_ecologica_31.jpg"><img class="alignright  wp-image-429" style="margin-left:4px;" title="Foto 1" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/colori_naturali_spring_color_cov_vernice_ecologica_spring_color_pittura_ecologica_31.jpg?w=274&#038;h=268" alt="Colore e mercato foto 1" width="274" height="268" /></a>La figura da osservare è una piramide irregolare che presenta un vertice in cui figurano le aziende di produzione di prodotti vernicianti (al loro interno ulteriormente eterogenee: prodotti per edilizia, interni, esterni, decorativi, prodotti naturali, ambito navale, ferro, automotive ecc.). Il panorama italiano di aziende produttrici di pitture è molto vasto, spaziando da realtà industriali di dimensioni notevoli a realtà di micro-impresa. Generalmente si tratta di aziende a carattere familiare, con sedi e stabilimenti ubicati nel medesimo posto e con radici storiche importanti: presentano strutture interne articolate, sviluppate principalmente intorno alle aree di laboratorio e di vendita, ancora lontane però dal mondo della comunicazione. Queste aziende vendono esclusivamente attraverso distributori multibrand. Ciò significa che nessuna di esse ha puntato su negozi monomarca che promuovano esclusivamente i loro prodotti e le loro attrezzature (è doveroso precisare che il tema affrontato osserva il generale e non entra nel merito di casi particolari che possono discostarsi da quanto detto in questa sede). I produttori agiscono tramite importanti reti di agenti operanti sul territorio, che hanno l’obiettivo di solidificare i rapporti con i clienti esistenti, aprire nuove possibilità di business e in alcuni casi gestire rapporti con altri attori “distaccati” come il settore della cantieristica.</p>
<p><strong>DISTRIBUTORI </strong><br />
La posizione successiva a quella dei produttori è occupata dai distributori (definiti anche “rivenditori” o “colorifici”), realtà imprenditoriali complesse e diverse per offerta e dimensioni, che fino ad oggi si sono rivolte prevalentemente al mercato professionale. Il loro cliente privilegiato è quindi sempre stato l’applicatore. Di conseguenza, i negozi sono caratterizzati da spiccate connotazioni tecniche (distributori di latte di vernice, attrezzi relativi, cicli applicativi, dimostrazioni pratiche ecc.), sia dal punto di vista dell&#8217;offerta, sia sul piano del layout. Dato che stiamo analizzando, più che le strutture stesse, i rapporti che intercorrono fra di esse, ritengo degno di nota sottolineare che è abbastanza raro trovare dialogo, di qualsiasi genere, fra le realtà distributive; i rivenditori infatti tendono a osservare il proprio territorio e i propri diretti concorrenti (quindi realtà simili e soprattutto vicine), tralasciando le possibilità di crescita che possono derivare da un confronto continuo e approfondito con realtà simili ma che, per questioni territoriali, non possono essere considerate concorrenti.<br />
Il binomio produttore-distributore è un rapporto solido, abitualmente storico e bilaterale. E’ basato su anni di scambi professionali e su una reciproca fiducia costruita sulla vicendevole necessità di sostenersi. Il distributore è la finestra del produttore sul mercato e rappresenta la sua presenza sul territorio in termini di dimensioni e capillarità. Il rapporto fra produttore e distributore costituisce la parte “statica” della filiera. La parte “dinamica” invece è composta dal secondo blocco di rapporti che partono a cascata dal distributore verso il basso.<br />
<a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/colori_naturali_spring_color_cov_vernice_ecologica_spring_color_pittura_ecologica_51.jpg"><img class="alignleft  wp-image-430" style="margin-right:4px;" title="foto 2" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/colori_naturali_spring_color_cov_vernice_ecologica_spring_color_pittura_ecologica_51.jpg?w=246&#038;h=251" alt="Colore e mercato foto 2" width="246" height="251" /></a>Il distributore infatti deve relazionarsi con tre tipologie di interlocutore: l’applicatore, il progettista e l’utente finale.<br />
Categorie estremamente diverse e lontane l’una dall’altra: per linguaggi, aspettative e necessità. Un&#8217;eterogeneità, quindi, che rende il lavoro del distributore tanto complesso, quanto interessante.<br />
Si tratta, comunque, di uno dei nodi principali che rallentano la catena evolutiva di questo mercato e mettono a dura prova il lavoro e l’evoluzione del distributore, specialmente oggi che i due “nuovi” interlocutori (progettisti e utenti finali) chiedono maggiore attenzione. Finora, infatti, il rapporto assolutamente privilegiato da tutti i punti di vista è stato quello, come già accennato, con il mondo professionale e con le esigenze di chi, tutti i giorni, ha a che fare con la materia, ossia gli applicatori.</p>
<p><strong>APPLICATORI </strong><br />
L’applicatore, spesso identificato come colui che ha le redini della situazione, è ancora oggi figura fondamentale e strategica nella filiera del colore, &#8220;burattinaio&#8221; degli andamenti di mercato. Spesso inconsapevolmente, l’applicatore si sobbarca il compito non solo di “pitturare” ma anche, e non ultimo, di vendere il colore, di proporre soluzioni, di interpretare stili, esigenze e desideri dei clienti, di fare da consulente ai progettisti, di sperimentare alternative possibili coniugando esperienza, fantasia e proposte del mercato. Questo fa sì che ancora oggi l’applicatore (imbianchino, decoratore ecc.) svolga un ruolo di prioritaria importanza nella filiera che stiamo esaminando: è l’anello di congiunzione, nella stragrande maggioranza dei casi, fra il distributore e l’utente finale o il progettista. Tradizione vuole che quando bisogna pitturare casa si “chiami l’imbianchino”. Sarà poi lui a guidarci, a suon di palette colori ed eventuali campionature, nella scelta della tinta e della tipologia di prodotto. Certamente il “marchio” della pittura non è oggetto di interesse; ne ha, ma soltanto parziale, il prodotto. “Che colore fare” è sicuramente l’interesse principale del cliente finale.</p>
</div>
<p style="text-align:justify;"><strong>PROGETTISTA </strong><br />
Il progettista interloquisce con l’applicatore, oppure direttamente con il distributore. Egli interviene principalmente nella scelta sia del colore sia del prodotto, e a volte riesce anche ad essere fidelizzato a un marchio. Il progettista è il primo tassello della filiera che ha a cuore tanto la parte tecnica del colore quanto la parte emozionale, percettiva. Conseguentemente è il primo che ha difficoltà a soddisfare per intero tutte le sue esigenze, avendo grandi riscontri tecnici da parte del mercato e pochi “emozionali”.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>UTENTE FINALE </strong><br />
L’ultima figura, che andiamo a presentare, è il cliente finale.<br />
Qui il livello di eterogeneità è massimo. Le aspettative da soddisfare tendono all&#8217;infinito e le tipologie di cliente altrettanto.<br />
Il suo sguardo è principalmente rivolto ai progettisti o agli applicatori per il privato “non fai-da-te” e al colorificio per il privato che invece ama “sporcarsi le mani”.<br />
In entrambi i casi la possibilità di scegliere il colore è limitata agli strumenti e alle capacità della figura o della struttura di riferimento.<br />
Purtroppo il colore è materia complessa e lo diventa ancora di più se legata al prodotto. La sua scelta, oltre alle questioni percettive deve legarsi al materiale da usare, al materiale usato in precedenza, al tipo di supporto, alle condizioni atmosferiche, all’esposizione alla luce, alle condizioni di umidità ecc. Questo è certamente uno dei grossi limiti allo sviluppo di tutto ciò che concerne la scelta e la proposta del colore e, di contro, alla grande evoluzione tecnico-chimica effettuata con grande successo dagli attori principali di questo mercato.<br />
<a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/copia-di-dsc_0076.jpg"><img class="alignright  wp-image-426" style="margin-left:4px;" title="foto 2" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/12/copia-di-dsc_0076.jpg?w=253&#038;h=191" alt="Colore e mercato foto 2" width="253" height="191" /></a>Rispetto a quanto detto in precedenza, nell’analisi della filiera, appare evidente, inoltre, quanto le difficoltà di comunicazione e di linguaggio, causate dalle tante sfaccettature del mercato, giochino un ruolo di freno nello sviluppo e nell’evoluzione del mondo del colore.<br />
Oggi qualcosa inizia a muoversi, le aziende cominciano a prendere coscienza di questi punti critici e, grazie anche ad uno sguardo ai mercati esteri dove le cose si muovono in maniera leggermente differente, si iniziano a studiare le contromosse e a elaborare strategie innovative per un&#8217;evoluzione necessaria, attesa ormai da tempo.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#eb2a14;"><a title="Colore e mercato" href="http://www.ncscolour.it/pdf/Colore%20e%20Mercato.pdf" target="_blank"><span style="color:#eb2a14;"><strong>Scarica il pdf</strong></span></a></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#eb2a14;"><strong>Per contattare l</strong><strong>’</strong><strong>autore dell</strong><strong>’</strong><strong>articolo scrivere a:<br />
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			<media:title type="html">foto 2</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>FORESTE, PIGMENTI E DINTORNI I PARTE</title>
		<link>http://rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/2011/11/17/foreste-pigmenti-e-dintorni-i-parte/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 14:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ncsitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colore: energia e ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[ (di Alessandro Latocca) – luglio 2011 Il 2011 è stato proclamato l’Anno Internazionale delle Foreste, riconoscendo che una maggiore attenzione alle stesse contribuirà ad uno sviluppo sostenibile dei Paesi del mondo e darà valide prospettive alle generazioni future. Sul sito dell’ONU, promotore dell’evento, sono presenti tutti i contributi che ogni Paese aderente predisporrà (e ha [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rainbowappuntisulcolore.wordpress.com&amp;blog=28400425&amp;post=391&amp;subd=rainbowappuntisulcolore&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#92bb30;"><strong><em> (di Alessandro Latocca) – luglio 2011<br />
</em></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il 2011 è stato proclamato l’Anno Internazionale delle Foreste, riconoscendo che una maggiore attenzione alle stesse contribuirà ad uno sviluppo sostenibile dei Paesi del mondo e darà valide prospettive alle generazioni future.<br />
Sul sito dell’ONU, promotore dell’evento, sono presenti tutti i contributi che ogni Paese aderente predisporrà (e ha già predisposto) nel corso dell’anno attraverso manifestazioni, convegni, fiere, documenti: in Italia, i principali incontri sono stati programmati a Sabaudia presso il Parco Nazionale del Circeo e a Trivero, nella provincia di Biella, presso l’Oasi Zegna.</p>
<div id="attachment_396" class="wp-caption alignright" style="width: 228px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/11/foto_1.jpg"><img class="size-medium wp-image-396" title="Faggi della Riserva Naturali- stica dell’Adelasia, Cairo Monte-notte (SV) - Polis, Cairo Montenotte - Koinè - Anno VIII - n.23 - 2003" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/11/foto_1.jpg?w=218&#038;h=300" alt="Faggi della Riserva Naturali- stica dell’Adelasia, Cairo Monte-notte (SV) - Polis, Cairo Montenotte - Koinè - Anno VIII - n.23 - 2003" width="218" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1: Faggi della Riserva Naturali- stica dell’Adelasia, Cairo Monte-notte (SV) - Polis, Cairo Montenotte - Koinè - Anno VIII - n.23 - 2003</p></div>
<p style="text-align:justify;">È importante sapere che le foreste costituiscono più di un terzo della superficie terrestre (non considerando gli oceani), e la loro funzione oltre ad avere importanza per la produzione alimentare, e ad avere quindi valenze economiche (si pensi all’utilizzo del legno), contribuisce alla vita degli esseri viventi e dell’uomo.<br />
Attraverso la fotosintesi l’energia luminosa assorbita dai pigmenti delle cellule vegetali, principalmente contenenti la clorofilla, viene trasformata in energia chimica. La catena alimentare di vegetali ed animali (compreso l’uomo) è collegata direttamente o indirettamente alla fotosintesi . Le piante trasformano, nel processo, il biossido di carbonio (o anidride carbonica) e l’acqua in zuccheri e successivamente in proteine e grassi, liberando ossigeno, nostra principale risorsa di sopravvivenza.<br />
Dal processo fotosintetico deriva anche buona parte dell’energia sfruttata dall’uomo, quella imprigionata nelle piante nei depositi di carbon fossile e nel petrolio.<br />
Ma come avviene il processo fotosintetico, ovvero in che maniera la clorofilla, presente nei cloroplasti, assorbe la luce e libera elettroni carichi di energia? Se da un lato l’intero processo è favorito dalle strutture delle foglie che si adattano per conformazione ai contesti ed alle condizioni climatiche in cui si trovano per essere abbastanza ricettive, dall’altro è veicolato dai cloroplasti contenenti pigmenti di clorofilla, adatti a catturare la luce del sole. Quest’ultima, risultando come luce bianca, i cui colori (dal rosso al violetto) si scompongono, non viene assorbita in eguale misura. Il fatto che il pigmento della clorofilla sia verde indica che la luce verde non viene assorbita; sono invece assorbiti il rosso e il blu: il maggior risultato della fotosintesi si ha proprio con l’assorbimento del rosso. È da notare che riveste importanza anche l’aumento di intensità della luce, almeno fino ad un certo valore limite.<br />
La clorofilla è presente nelle foglie e nei fusti giovani delle piante, insieme ad altri pigmenti come il betacarotene di colore rosso/arancione e la xantofilla di colore giallo (utilizzata anche come colorante nell’industria alimentare, più comunemente denominata E161). Vi sono differenti tipi di clorofille, con strutture molecolari leggermente diverse: nelle piante superiori, per esempio, vi sono la ‘clorofilla a’ di colore verde bluastro e la ‘clorofilla b’ di colore verde giallastro. La prima è presente in quasi tutte le cellule fotosintetiche, mentre la ‘clorofilla b’ e i ‘carotenoidi’ non sono direttamente coinvolti nel processo fotosintetico, assorbendo luce a lun-ghezze d’onda diverse e trasmettendone l’energia ricavata alla ‘clorofilla a’.</p>
<div id="attachment_398" class="wp-caption alignleft" style="width: 243px"><a href="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/11/11.jpg"><img class="size-medium wp-image-398" title="Vegetazione lungo il Fiu-me Cedrino, Sardegna - Corriere della Sera, L’Enciclopedia Geo-grafica - De Agostini - Vol.1 - 2004" src="http://rainbowappuntisulcolore.files.wordpress.com/2011/11/11.jpg?w=233&#038;h=300" alt="Vegetazione lungo il Fiu-me Cedrino, Sardegna - Corriere della Sera, L’Enciclopedia Geo-grafica - De Agostini - Vol.1 - 2004" width="233" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2: Vegetazione lungo il Fiu-me Cedrino, Sardegna - Corriere della Sera, L’Enciclopedia Geo-grafica - De Agostini - Vol.1 - 2004</p></div>
<p style="text-align:justify;">Allo stesso modo nelle piante sommerse, poiché è noto che l’acqua trattiene le radiazioni rosse, la clorofilla è sempre mischiata a pigmenti, quali alghe (rosse, brune e azzurre) capaci di assorbire le radiazioni solari che filtrano attraverso gli strati d’acqua; viceversa gli organismi privi di clorofilla (batteri, funghi e similari) debbono vivere da parassiti.La formazione della clorofilla è intrinsecamente collegata con la luce, sono pochissime le piante che possono inverdire anche al buio (conifere), mentre in quelle in cui non si forma (piante eziolate) vi è comunque la presenza di xantofilla, che assume colorazioni giallastre. Vi è da dire che tra le cause che possono impedire la fotosintesi vi può essere l’insufficienza nel terreno di elementi indispensabili (quali il ferro e il magnesio) oppure le basse temperature, nei periodi particolarmente freddi.</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Foreste, pigmenti e d'intorni I parte" href="http://www.ncscolour.it/pdf/Foreste-pigmenti-e-dintorni-%28I-Parte%29.pdf" target="_blank"><span style="color:#92bb30;"><span style="color:#92bb30;"><strong>Scarica il pdf</strong></span></span></a><span style="color:#92bb30;"><a title="FORESTE, PIGMENTI E D’INTORNI I PARTE" href="http://rainbowappuntisulcolore.wordpress.com/2011/11/17/foreste-pigmenti-e-dintorni-i-parte/"><span style="color:#92bb30;"><span style="color:#000000;"><strong><br />
</strong></span></span></a></span></p>
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